Guida all’Email Deliverability: cos’è, come misurarla e migliorarla per evitare lo spam

23 minuti
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L’email marketing è una strategia utilizzata ormai in tutto il mondo, sia dalle grandi aziende e multinazionali, sia da altre realtà come le PMI.

Purtroppo però, si tende ancora a sottovalutare un parametro a dir poco fondamentale per una campagna efficace, ovvero l’email deliverability.

Il motivo per cui questo fattore è cosi importante è semplice: puoi scrivere la newsletter più interessante ed accattivante in assoluto, ma se la mail non viene recapitata al mittente, non verrà mai letta.

Senza contare che, da Febbraio 2024, i due colossi di questo settore Gmail e Yahoo, introdurranno nuove regolamentazioni per aumentare per la prevenzione dello spam, rischiando di alzare le probabilità che le tue mail finiscano nello spam, se non segui i giusti accorgimenti.

E di conseguenza, i tuoi sforzi saranno totalmente vani.

Motivo per cui è fondamentale che tu comprenda su cosa si fonda l’email deliverability, come misurarla ma soprattutto come migliorarla, in modo che le tue campagne di email marketing possano darti i migliori risultati possibili.

Cosa si intende per Email Deliverability

Il tasso di deliverability (anche tasso di consegna o di recapito) indica la capacità di un messaggio di raggiungere la casella di posta del destinatario, includendo quindi anche le classiche cartelle secondarie come promozioni o Social.

Calcolare questo parametro è anche piuttosto semplice, in quanto ti basta utilizzare la seguente formula:

[(numero di e-mail consegnate alla casella di posta/tabelle/cartelle (esclusa la cartella spam))/(numero di e-mail inviate – numero di e-mail che hanno generato un bounce)]. * 100%

Vista così, sembrerebbe forse un po’ complicato, quindi facciamo un esempio pratico.

Supponiamo di aver inviato una newsletter a 100 destinatari.

Di questi messaggi:

  • 60 sono finiti nella casella di posta del destinatario
  • 30 sono finiti nella scheda delle promozioni
  • 5 sono finiti nella cartella spam
  • 5 hanno generato un rimbalzo

In questo caso, il tasso di deliverability è del 95%!

Ecco i numeri esatti che ho utilizzato per arrivare a questa cifra:

[(60 + 30)/(100 – 5)] * 100% = 95%

I 5 messaggi sottratti nella formula si riferiscono a quelli che hanno generato un rimbalzo, quindi non consegnati.

Email Deliverability e “posizione” nella casella di posta

Prima di andare avanti, è doveroso fare una piccola nota:

Spesso si discute se il posizionamento nella casella di posta elettronica sia il termine giusto da usare quando si parla di deliverability, dal momento che nell’equazione vengono conteggiate anche altre schede e cartelle (come nell’esempio appena fatto).

In realtà, la scheda promozioni (così come le altre simili) è stata sviluppata per aiutare i destinatari delle email a gestire i contenuti a cui sono iscritti in modo più efficiente.

In molti preferirebbero non finire nella scheda promozioni; tuttavia, viste le ultime novità di Google, potresti cambiare idea. La cartella promozioni infatti, è stata resa più interattiva e meno simile ad una cartella “secondaria”. Non andrebbe quindi più vista come una cosa negativa. Anzi, può essere decisamente un vantaggio per la tua strategia di email marketing.

guida alla deliverability delle email

Come migliorare la deliverability delle tue email

Stanco di vedere le tue email finire nella temuta cartella spam? Scarica questa checklist per migliorare la consegna delle tue email.

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Perché è importante un’alta Deliverability nell’email marketing?

Se hai colto a pieno il concetto dell’email deliverability, saprai già la risposta a questa domanda.

Più è alto il tuo tasso di deliverability, più destinatari riceveranno le tue email, aumentando il successo delle tue campagne.

Possiamo paragonare questo fattore al traffico di un sito web. Se ad esempio hai un affiliate blog, con contenuti decisamente interessanti e ad alta conversione, ma non appaiono su Google, non avrai visitatori.

E di conseguenza, non riuscirai mai ad effettuare le tanto sperate vendite. Quindi, più è alto il tuo tasso di deliverability, più efficace sarà la tua strategia, sotto ogni punto di visa: più coinvolgimento, più conversioni, più ROI.

Quanto è alto un buon tasso di Email Deliverability?

In generale, per ottenere il massimo da una campagna di email marketing è consigliabile raggiungere un tasso di recapito compreso almeno tra l’85% e il 95%.

Un recente studio sulla deliverability indica come il tasso medio di consegna nell’email marketing sia dell’85,7%.

Tradotto: circa 1 email su 7 non raggiunge la casella della posta elettronica in arrivo dei destinatari.

Se guardiamo i principali ISP (Internet Service Provider), troviamo che è Google con Gmail a offrire il tasso di deliverability più alto:

  • Gmail – 95.54% (di cui 37.74% nella tab promozioni)
  • Microsoft (Outlook and Hotmail) – 91.33%
  • Yahoo – 81.33%
  • AOL – 76%

Guardando ai principali servizi e piattaforme di email marketing noti nel mercato italiano e internazionale, non è facile raccoglie valori ufficiali. Tuttavia abbiamo raccolto queste indicazioni:

PiattaformaDeliverability
GetResponseTasso di deliverability dichiarato del 99%
AWeberRegistra una deliverability mensile superiore al 99%
ConvertKitHa dichiarato che a Novembre 2023 ha inviato oltre un miliardo di messaggi con un tasso di consegna superiore al 99%
MailerLiteDichiara un punteggio vicino o superiore al 90%
MailchimpTasso di posizionamento nella posta in arrivo dell’81%
BrevoTasso di deliverability medio del 75% secondo alcuni test
MailupNon fornisce un tasso di deliverability specifico, ma afferma di offrire una deliverability ottimale grazie a certificazioni e al monitoraggio costante degli invii
4DEMNon fornisce un tasso di deliverability specifico, ma afferma di avere la capacità di consegnare tutte le email nella casella di posta in arrivo e non
KlaviyoNon fornisce un tasso di deliverability specifico, ma offre una scheda di deliverability dedicata che fornisce una panoramica delle principali metriche di performance della deliverability per le campagne
ActiveCampaignNon specificato

È possibile raggiungere queste percentuali solo se si utilizzano le buone pratiche di email marketing indicate da organizzazioni preposte, quali M3AAWG, CSA e Spam Signal o altre organizzazioni simili. A tal proposito potresti contattare i Documenti per mittenti e ESP messi a disposizione nel forum di M3AAWG, gruppo di lavoro dedito alla lotta contro l’abuso online.

14 buone pratiche per migliorare la Deliverability delle tue Email

A proposito di buone pratiche, ecco una lunga carrellata di accorgimenti utili per migliorare l’email deliverability. Se ben messi in campo, potranno aumentare l’efficacia delle tue campagne di email marketing.

Vediamoli nel dettaglio.

1. Analisi della situazione

Prima di passare all’azione, è sempre meglio iniziare ad analizzare la situazione in cui ti trovi. Solo dopo questa prima analisi potrai capire come agire.

Inizia controllando la deliverability, valutando la qualità della tua lista e i risultati delle ultime campagne.

Dopo aver esaminato queste aree, dovresti sapere:

  • se le tue email finiscono nella cartella spam di tutti i provider di posta elettronica;
  • se sei inserito in una delle principali blacklist;
  • se l’autenticazione delle tue email (SPF, DKIM, DMARC) è impostata correttamente;
  • quanto sono coinvolti i tuoi contatti;
  • qual è la percentuale di contatti inattivi;
  • quale percentuale dei tuoi contatti si disiscrive o contrassegna le tue email come spam;
  • come i tuoi risultati si confrontano con le percentuali del tuo settore nel campo dell’ email marketing

Faremo riferimento a queste aree più avanti in questo articolo, quindi prendi nota delle tue risposte.

2. Rimuovi il tuo IP dalle blacklist di posta elettronica

Se le tue email finiscono nella cartella spam, è molto probabile che siano finite nelle blacklist.

Devi infatti sapere che i principali provider di caselle di posta elettronica esaminano le blacklist più affidabili per valutare la qualità dei messaggi inviati ai loro utenti.

Se il tuo indirizzo IP o dominio di posta è stato inserito in una delle principali blacklist (puoi verificarlo utilizzando strumenti di gestione della reputazione come MxToolbox), puoi contattare l’amministratore della lista.

Puoi chiedergli dei consigli su come migliorare le tue pratiche di mailing e spesso saranno lieti di fornirti ulteriori indicazioni.

Qualunque sia il risultato, di solito c’è un motivo per cui sei stato inserito nella lista nera. E purtroppo, se non cambi i tuoi processi e il modo in cui gestisci le tue campagne email, potresti finire di nuovo in quella lista.

Ma non preoccuparti, seguono suggerimenti volti proprio a migliorare l’affidabilità delle tue campagne.

3. Autenticazione delle Email e dominio personalizzato

Un altro aspetto che spesso abbassa la tua email deliverability, ma che può essere facilmente risolto, è legato all’autenticazione delle email.

I provider di servizi Internet (ISP) come Gmail o Outlook possono rifiutare o filtrare le tue email nella cartella spam se sembrano sospette. Questo è legato alla tua identità, al modo in cui invii le email e al contenuto delle stesse. Per ora, analizzeremo solo dei primi due fattori.

Ecco cosa puoi fare se vuoi essere considerato un mittente affidabile:

  • Inviare le email utilizzando un dominio aziendale anziché un dominio freemail pubblico (come Gmail o Comcast).
  • Modificare le impostazioni DNS e utilizzare protocolli di autenticazione adeguati come DKIM (Domain Keys Identified Mail), SPF (Sender Policy Framework), DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting, and Conformance) e BIMI (Indicators for Message Identification).

Inoltre, inviando email di marketing con un dominio personalizzato, creerai la tua reputazione di “mittente affidabile”. Ecco tutto quello che devi sapere sui domini personalizzati per l’email marketing.

Impostando correttamente i protocolli di autenticazione, dimostrerai agli ISP che sei il legittimo mittente e che i tuoi messaggi non sono stati dirottati lungo il percorso.

Quest’ultimo aspetto è particolarmente utile se utilizzi un software di email marketing per inviare campagne email a tuo nome. L’autenticazione può migliorare ulteriormente la deliverability delle email e costruire la tua reputazione presso gli ISP.

Se stai utilizzando GetResponse, ecco come puoi configurare il DKIM e qui gli indirizzi IP di GetResponse da includere nel record SPF.

4. Crea un’identità per il tuo brand

Dare al tuo brand una vera e propria identità, può aiutarti ad aumentare il coinvolgimento dei destinatari con le tue email.

E dato che il coinvolgimento è un elemento importante della deliverability delle email, vediamo come migliorarla:

  • utilizza un dominio personalizzato per inviare le tue campagne email, invece di domini e-mail gratuiti come Gmail;
  • utilizza campi email coerenti (Da, Nome e Indirizzo) in tutte le tue campagne;
  • utilizza lo stesso design in tutti i canali di marketing (schema di colori, caratteri, grafica);
  • utilizza gli indicatori del marchio per l’identificazione del messaggio (BIMI) e aggiungi il logo del tuo marchio alle tue email.

5. Cerca di coinvolgere i contatti meno attivi

Durante il precedente processo di valutazione del coinvolgimento dei destinatari, potresti aver notato degli iscritti che sono diventati inattivi solo di recente.

Ad esempio, persone che non hanno aperto o cliccato su nessuna delle tue email negli ultimi tre mesi. Poiché questo gruppo può ancora avere un potenziale commerciale, dovresti cercare di recuperarlo.

Il modo più diffuso per farlo è quello di lanciare una cosiddetta campagna di win-back.

Come coinvolgere i contatti meno attivi

I tre fattori cruciali per un reengagement di successo sono la tempistica, la forma e l’incentivo.

  • La tempistica dipende sulle tue tempistiche standard, quindi se invii mail ogni giorno, dovresti aspettare al massimo qualche mese, non oltre. Idealmente, si consigliano email personalizzate o campagne periodiche di reengagement ogni tre mesi per tutti i contatti inattivi.
  • La forma del messaggio di reengagement dovrebbe essere particolare, apportando un notevole cambiamento nel contenuto.Potresti usare vari approcci, come l’utilizzo di diversi email template o l’invio di messaggi personalizzati.
  • Infine, i contatti inattivi spesso rispondono positivamente a incentivi come sconti o omaggi, dimostrando apprezzamento per i tuoi sforzi per riconquistarli e fidelizzarli.

Se tutti i tentativi falliscono, si consiglia di rimuovere definitivamente i contatti dalla tua mailing list.

6. Pulizia della lista email

La pulizia della propria lista è una parte molto importante per la deliverability delle email.

Affinché la tua lista sia considerata “ pulita”, devi rimuovere i contatti ormai inattivi da tempo e coinvolgere coloro che invece sono attivi in modo continuativo.

Dato che nel paragrafo precedente abbiamo parlato di come coinvolgere nuovamente i contatti che hanno ancora un potenziale commerciale, ora esamineremo quelli che dovresti considerare di rimuovere definitivamente dalle tue liste. In particolare, possiamo distinguere due segmenti:

  • persone che hanno dichiarato espressamente di non voler più ricevere email da te, o il cui indirizzo email ha generato un bounce. Dovrebbero essere rimossi immediatamente dalla tua lista, indipendentemente dalla grandezza del segmento.
  • persone che non sono più coinvolte attivamente da molto tempo (ad esempio, da circa un anno).

Nella maggior parte dei casi, questi contatti non hanno più alcun potenziale commerciale, ma rappresentano un rischio enorme per la tua deliverability. Sia perché questi indirizzi potrebbero essere stati trasformati in trappole per lo spam, sia perché potrebbero danneggiare i tuoi risultati.

How to find contacts based on their engagement score in GetResponse.
Ecco come trovare i contatti che non hanno aperto nessuna delle email che avete inviato loro all’interno di GetResponse

7. Utilizza un servizio di email marketing

Se vuoi seriamente migliorare la reputazione del tuo mittente e la deliverability delle email, dovresti affidarti a con un buon servizio di email marketing (o email service provider, ESP).

Se non sei sicuro che la tua attuale piattaforma sia quella giusta, verifica se:

  • ha rapporti con tutti i principali Internet Service Provider;
  • ha impostato dei cicli di feedback con tutti i principali provider di caselle di posta elettronica;
  • gestisce automaticamente i rimbalzi, le disiscrizioni e i reclami per spam;
  • non consente ai propri utenti di caricare liste acquistate o scraped;
  • partecipa a tutte le principali iniziative del settore ISP per prevenire lo spam, come MAAWG, EEC ed ESPC;
  • è conforme a tutte le principali normative come CanSPAM, CASL, GDPR e CCPA;
  • permette di autenticare il tuo dominio di posta personalizzato;
  • autentica le tue email con SPF e DKIM;
  • dispone di solidi team per la deliverability e la conformità;
  • utilizza IP con alta reputazione;
  • utilizza l’intelligenza artificiale per identificare potenziali problemi di deliverability delle email;
  • fornisce il Contratto di elaborazione dati;
  • dispone di server nel Paese che ti interessa maggiormente;
  • assicura che tutti i tuoi dati siano sicuri e protetti;
  • aggiorna regolarmente i propri strumenti per adeguarsi agli ultimi standard del settore;
  • ha una buona e consolidata reputazione sui mercati.

Se stai cercando aiuto per la tua deliverability e il tuo attuale ESP non è all’altezza delle tue aspettative, qui puoi saperne di più sul software di email marketing di GetResponse. E se vuoi valutare anche altre alternative, ecco la lista dei migliori servizi e piattaforme per l’email marketing su misura di PMI e aziende italiane.

8. Facilita la disiscrizione dalle tue liste

Può sembrare un controsenso, ma il fatto che le persone si cancellino dalla tua lista non è un grosso problema.

Perché? Perché significa che stanno ricevendo le tue email, ma non le apprezzano. Il problema inizia quando non si disiscrivono, ma:

  • filtrano i tuoi messaggi nella cartella dello spam;
  • li segnalano come spam, che è ancora peggio.

Entrambe le situazioni rappresentano una grande sfida, ma se hai seguito i consigli che ti abbiamo dato al punto #5, dovresti aver già gestito correttamente coloro che hanno smesso di leggere le tue email.

Quando però parliamo di gestire le segnalazioni di spam, la situazione è un po’ più difficile perché richiede diversi cambiamenti. Prima di tutto, dovresti rivedere il tuo processo di iscrizione e assicurarti che tutto sia trasparente e chiaro. I tuoi contatti devono comprendere appieno per cosa si stanno iscrivendo e quali contenuti invierai loro. Aggiungi queste informazioni alle tue landing page, ai form, alle pagine di ringraziamento e ai piè di pagina delle tue email.

In secondo luogo, dovrai rendere più semplice la cancellazione dalla tua lista. Nella maggior parte dei casi, è sufficiente che il processo di cancellazione non richieda ulteriori passaggi, come l’accesso alla tua piattaforma, e che il link di rimozione sia facilmente reperibile nelle tue email. In casi estremi, potresti pensare di portare il link di cancellazione nella sezione above the fold, magari anche nel preheader.

9. Implementa il “double opt-in”

Il dibattito sul double opt-in rispetto al single opt-in va avanti ormai da anni. La questione si riduce a questo: Se utilizzi il doppio opt-in, otterrai una lista di qualità superiore, ma sarà più piccola. Da quello che abbiamo visto, è possibile ottenere circa il 30% di iscrizioni in meno.

Se da un lato l’opt-in singolo ti lascia un maggior numero di contatti a cui rivolgerti, dall’altro è probabile che le persone che finiscono per iscriversi non siano altrettanto coinvolte.

Quindi, come comportarti?

Fai i conti, ma tieni presente questo:

  • in base alle ultime statistiche sull’email marketing, i settori in cui il doppio opt-in è più diffuso ottengono i tassi di coinvolgimento più elevati;
  • l’uso del doppio opt-in è consigliato se hai problemi di deliverability o se vedi un gran numero di bot che si iscrivono attraverso i tuoi moduli web;
  • il doppio opt-in mantiene la tua lista pulita dalle trappole dello spam, dalle email contenenti errori di battitura o da indirizzi email temporanei;
  • se qualcuno ti chiede come raccogli i consensi per le email, il doppio opt-in ti fornisce un’ulteriore prova che i tuoi contatti hanno deciso deliberatamente di iscriversi alla tua lista.

Come puoi vedere, il double opt-in ha dei vantaggi decisamente interessanti, motivo per cui dovresti iniziare ad implementarlo fin da subito.

10. Regola la frequenza d’invio delle email

La frequenza delle email gioca un ruolo importante nella creazione di un elevato coinvolgimento dei clienti e, di conseguenza, nella deliverability delle email.

Il motivo è molto semplice.

Se non li contatti per molto tempo e poi improvvisamente inizi ad inviare loro un’ “email blast”, potrebbero considerare il tuo messaggio come irrilevante o addirittura non richiesto. E questo può portare a un alto tasso di reclami per spam.

Se invece invii troppe email, i tuoi destinatari potrebbero sentirsi infastiditi. Se sei fortunato, si disiscriveranno. In caso contrario, filtreranno i tuoi messaggi o li segnaleranno come spam.

In altre parole, sia le strategie di comunicazione troppo tranquille che quelle troppo intense sono negativi.

Quindi, con quale frequenza dovresti inviare email ai tuoi iscritti?Purtroppo non esiste una regola d’oro. Ecco qualche statistica utile su aperture, click, disiscrizioni e reclami in Italia rispetto al numero di invii settimanali. Puoi approfondire tali evidenze nei nostri 15 consigli di email marketing secondo i dati reali.

# di newsletterTasso di aperturaTasso di clickTasso di disiscriz.Tasso di reclami
142.12%3.82%0.20%0.02%
237.43%2.45%0.16%0.01%
335.43%1.96%0.14%0.01%
427.04%0.88%0.10%0.01%
531.36%1.50%0.12%0.01%
632.95%2.13%0.12%0.01%
731.51%1.79%0.13%0.01%
829.26%1.50%0.10%0.01%
931.52%1.56%0.12%0.01%
1028.37%1.04%0.10%0.01%
1132.46%1.31%0.12%0.01%
1234.43%2.78%0.10%0.01%
1324.96%1.37%0.07%0.01%
1420.47%0.43%0.05%0.01%
1519.59%0.23%0.03%0.02%
16+24.59%1.87%0.05%0.01%

11. Ottieni un indirizzo IP dedicato

Se stai inviando le tue email promozionali utilizzando un software di email marketing, probabilmente stai utilizzando una soluzione IP condivisa. Sebbene per la maggior parte dei marketer questo sia l’approccio giusto, ci sono anche alcuni aspetti negativi da non sottovalutare.

Soprattutto in caso di mailing liste piccole, una soluzione IP condivisa offre una maggiore flessibilità e una deliverability più stabile. Ad esempio, non devi prestare la stessa attenzione alla programmazione delle email o ai tassi di coinvolgimento.

Questo perché la reputazione dell’IP è costruita da tutti i marketer che utilizzano questi IP per inviare le loro email.

D’altra parte però, se questi IP vengono utilizzati anche da alcuni marketer che non seguono le linee guide dell’email marketing, il loro comportamento può influire negativamente sulla deliverability di tutti gli altri che utilizzano gli stessi IP per inviare le loro email.

Naturalmente, i team di conformità e deliverability della piattaforma sono a disposizione per prevenire e risolvere questi problemi. Ma il rischio c’è sempre e bisogna esserne consapevoli.

Un approccio alternativo è quindi quello di utilizzare un indirizzo IP dedicato.

Questo è solitamente riservato ai mittenti più grandi, con liste di email consistenti (ad esempio, 100.000+ record) ed un programma di comunicazione regolare. La differenza principale è che quando utilizzi un indirizzo IP dedicato, sei l’unico a costruire la tua reputazione.

GetResponse offre sia IP condivisi che dedicati. Se pensi che la soluzione dedicata faccia al tuo caso, puoi dare un’occhiata alle soluzioni di GetResponse per le grandi aziende

12. Migliora la qualità dei tuoi contenuti

All’inizio di questo articolo, abbiamo parlato di come il coinvolgimento degli iscritti influisca sulla tua reputazione e sulla deliverability delle email. Abbiamo visto che dovresti tentare di coinvolgere nuovamente e rimuovere i contatti inattivi dalle tue liste.

Ma non abbiamo parlato di come evitare che il tuo pubblico, o almeno una percentuale di esso, si disimpegni dalle tue email di marketing. Il modo migliore per farlo è quello di migliorare continuamente i contenuti delle tue email.

Le tue email devono essere interessanti, coinvolgenti e di valore, ogni volta. Anche se è più facile a dirsi che a farsi, ecco alcuni modi per assicurarti che i contenuti delle tue email continuino a coinvolgere:

  • effettua test A/B frequenti per selezionare gli oggetti, i titoli, i prodotti e gli articoli più coinvolgenti nei tuoi messaggi;
  • chiedi al tuo pubblico di fornirti feedback e di suggerirti argomenti per future comunicazioni;
  • analizza i dati di click-through nelle tue email per selezionare le call to action (CTA) e gli argomenti più performanti;
  • analizza i dati di visualizzazione pagina ed il tempo trascorso sulla pagina nei report di Google Analytics del tuo sito web per indirizzare le persone alle pagine più performanti.

13. Bilancia il rapporto testo/link e immagini/testo

Potresti non incontrare mai questi tipi di problema, ma vale la pena dare un accenno.

Uno degli elementi che gli ISP esaminano per valutare la qualità delle email è l’equilibrio tra la quantità di testo e il numero di link.

Le linee guida suggeriscono di utilizzare un unico collegamento per i messaggi brevi o uno per paragrafo. Gli aggiornamenti del blog o del sito sono generalmente ben accolti.

Mentre per quanto riguarda la pubblicità dei prodotti, limita gli inviti all’azione a due collegamenti ben posizionati per evitare reazioni negative dell’ISP.

Quando crei le tue email, dovresti prestare attenzione anche alla quantità di immagini e di testo che compongono il tuo messaggio. Maggiore è la quantità di testo, migliore è la deliverability.

Questo non significa ovviamente che le tue email non debbano contenere immagini. Ma il tuo messaggio non dovrebbe consistere in una sola grande immagine e in un piè di pagina.

Non è un caso che molte persone utilizzano provider di posta elettronica che bloccano le immagini per impostazione predefinita. Le persone prestano attenzione alla prima impressione e se vedono solo un messaggio con tutti i contenuti bloccati, non sono proprio incoraggiate ad aprirlo.

14. Esegui una campagna di riconferma

Se tutto il resto sembra non funzionare, c’è un’altra soluzione: le campagne di riconferma. Questa strategia è piuttosto simile a quanto vista qualche paragrafo fa per le strategie di reengagement, ma con un’importante eccezione.

Dopo aver eseguito una campagna di reengagement, devi ancora decidere cosa fare con coloro che non hanno risposto alle tue email. Con le campagne di riconferma, invece, non si torna indietro.

Come attuare una strategia di “rincoferma”:

  1. Per prima cosa individua i contatti inattivi e poi invia loro un’unica email in cui chiedi se desiderano rientrare nella tua lista. Non chiedere loro se vogliono rimanere nella tua lista, ma se vogliono iscriversi di nuovo.
  2. Dopo aver inviato questo messaggio, chi non risponde dovrebbe essere automaticamente rimosso dal tuo database. Per coloro che rispondono, spostali nella tua lista di contatti attivi e contattali per capire cosa li ha fatti diventare inattivi per così tanto tempo.

Questa è di gran lunga la soluzione migliore per assicurarti che la tua lista sia pulita. Naturalmente è anche rischiosa, ed è per questo che molti marketer la tengono come ultima risorsa.

Suggerimento: nell’email di riconferma, aggiungi informazioni su come puoi iscriverti nuovamente alla lista dopo la scadenza del link nel messaggio.

Suggerimento 2: Le campagne di riconferma possono essere utilizzate per i contatti inattivi, ma vanno bene anche per i contatti con cui non ti sei messo in contatto per un lungo periodo di tempo (ad esempio, più di un anno). Possono essere utilizzate anche quando sai che il processo di opt-in non ha funzionato correttamente e che ci sono persone nella lista che non avrebbero dovuto essere aggiunte.

Come misurare con efficacia la tua Deliverability

Dopo aver applicato quante più best practice possibile, è il momento di verificare se tali tattiche o accorgimenti hanno sortito gli effetti desiderati sui tuoi tassi di consegna.

Ma come fare a misurare l’email deliverability?

All’inizio dell’articolo abbiamo visto la formula esatta, ma ci sono altri modi più immediati per riuscire ad analizzarla.

Spam Checker

Lo strumento più comune sono i cosiddetti “spam checker”. Si tratta a volte di strumenti a sè stanti, mentre altre volte sono integrati nei software di email marketing, come nel caso di GetResponse.

Questi spam checker consentono di analizzare il contenuto delle email e verificarlo rispetto ai filtri antispam. Esaminano vari elementi all’interno del messaggio email, come la quantità e i tipi di link, le immagini e le loro dimensioni, la codifica e il contenuto delle intestazioni.

Dopo aver eseguito un rapido test con uno spam checker, otterrai un punteggio che indica la probabilità che le tue email finiscano nello spam. Di solito viene presentato su una scala da 1 a 5, dove 5 significa che le probabilità di finire nella cartella di posta indesiderata sono massime.

Tali strumenti sono rapidi, facili da usare e piuttosto riconosciuti dal settore. Presentano tuttavia un campo di applicazione limitato: esaminano solo il contenuto delle tue email, escludendo fattori come il comportamento del destinatario o alcuni filtri dell’ISP.

Strumenti di test per le “liste seed

Un altro modo efficace per verificare la deliverability delle tue email è quello di utilizzare le cosiddette liste email seed, chiamate anche “indirizzi sentinella”.

In parole povere, sono un gruppo di indirizzi email a cui invii la tua campagna prima di lanciarla a tutto il tuo database. Questi indirizzi email sono solitamente impostati per includere diversi ISP (come Outlook o Google), dispositivi e browser. Analizzando questi invii di prova, dovresti sapere se la tua email viene visualizzata correttamente in tutti i principali client di posta elettronica, se arriva nella casella di posta o se viene respinta.

Purtroppo, questa è solo teoria. Se è vero che risolvono i limiti tipici degli spam checker, questi strumenti non sono basati su utenti reali. Pertanto i risultati dei test delle liste seed non garantiscono affidabilità al 100%. Potrebbero essere falsati e fornire una visione errata delle condizioni di deliverability delle tue email.

Strumenti per il monitoraggio della reputazione

Ci sono infine alcuni strumenti molto utili che ti consentono di monitorare la reputazione del tuo IP di posta e del tuo dominio.

Grazie a questi strumenti, puoi vedere se:

  • il tuo IP o dominio di posta è elencato in una delle molte blacklist che gli ISP utilizzano per valutare le email in arrivo;
  • l’IP o il dominio di posta elettronica sono autenticati correttamente rispetto a SPF, DKIM o DMARC.

Inoltre, con strumenti come SenderScore, puoi ottenere una stima della reputazione complessiva del mittente.

Il vantaggio principale di questi strumenti è la possibilità di identificare i fattori tecnici che possono influire sulla deliverability delle tue email.

Neanche questi strumenti, tuttavia, sono perfetti. Alcune delle blacklist che possono essere rilevate non sono di grande importanza. Gli ISP non le prendono nemmeno in considerazione quando valutano le email in arrivo.

Si tratta dunque di strumenti tecnici in grado di offrire informazioni rapide su potenziali problemi di deliverability, ma con una portata limitata e un’alta probabilità di generare falsi allarmi.

Inizia subito a curare la tua Deliverability

Giunto a questo punto, hai a disposizione tutti gli strumenti (sia dal punto di vista pratico che teorico) per iniziare a costruire la tua strategia di email marketing di successo, senza problemi di recapito.

Migliorare la tua email deliverability è fondamentale per ottimizzare le tue campagne e, seguendo gli accorgimenti descritti in questa guida, riuscirai a fare grandi progressi.

E se stai cercando un servizio di email marketing che ti metta a disposizione la tecnologia e l’esperienza necessaria per gestire campagne email di successo, allora GetResponse è la soluzione che fa per te.

Con un periodo di prova gratuita di 30 giorni, puoi esplorare tutte le sue funzioni. Avrai a disposizione tutte le armi per portare al massimo la tua email deliverability, aumentando l’efficacia delle tue campagne ed il coinvolgimento dei tuoi iscritti.


Gianpiero Spelozzo
Gianpiero Spelozzo
Laureato in Comunicazione di Marketing, esperto di email marketing e SEO, fervido smart worker e nomade digitale nella vasta terra di Google e dei motori di ricerca. Tra Milano, Nord Europa, Marche e Abruzzo vivo le migliori esperienze in ambito digital marketIng, e-commerce, innovazione digitale e scrittura creativa. Scompongo e rielaboro queste esperienze nel blog di GetResponse, sotto forma di articoli, guide e approfondimenti.