12 best practice per gestire le tue liste email
di Michele Magnani ultimo aggiornamento 0

12 best practice per gestire le tue liste email

Nel marketing digitale si tende a misurare i risultati in base alle dimensioni del nostro pubblico.

Ci preoccupiamo di quanto sia grande la nostra lista di email, quanti follower attiriamo e quante persone si iscrivono al nostro canale, ignorando completamente l’importanza di mantenere alto il coinvolgimento del pubblico. Espressioni quali gestione delle liste di email non vengono proprio contemplate nel nostro vocabolario.

In altre parole, tendiamo a misurare le nostre attività in base alla crescitasenza tener conto di problemi meno piacevoli come l’abbandono delle liste. Continuare a conservare grandi segmenti di dati passivi e trattare questi contatti come se fossero attivi comporterà delle sfide future.

Nell’email marketing, in particolare, un basso tasso di coinvolgimento non è negativo solo perché non stai sfruttando al massimo il pubblico, ma anche e soprattutto perché influisce sulla deliverability delle email, ossia l’abilità di raggiungere la casella di posta dei tuoi iscritti e soddisfare i tuoi obiettivi in termini di entrate.

Ovviamente, non è possibile mantenere tutti i contatti interessati a quello che dici o che fai, per questo la tua strategia di email marketing dovrebbe anche prevedere le azioni future, ad esempio come comportarsi con i contatti che non sono più interessati alle tue comunicazioni email.  

È qui che entra in gioco la gestione delle liste di email, per assicurarti di raccogliere i dati personali degli utenti nel modo corretto, mantenere le tue liste valide e far sì che le tue campagne email non vadano a finire nella casella di spam, o ancor peggio, vengano bloccate.

In questo articolo ti aiutiamo a definire queste azioni future.

Ti presenteremo 12 best practice per la gestione delle liste di email che ti aiuteranno a mantenere i tuoi iscritti soddisfatti e il tuo database di email pulito. Ti spiegheremo inoltre anche come implementare questi suggerimenti utilizzando GetResponse.

Sommario

Ma prima di tutto: che cosa si intende per gestione delle liste di email?

In parole semplici, la gestione delle liste delle email rappresenta la strategia che utilizzi per gestire la tua lista di iscritti:

dal mantenere aggiornati i tag che assegni ad ognuno di essi, dai segmenti utilizzati alla rimozione di indirizzi email duplicati, disiscritti e inattivi dalla tua lista di contatti.

Questo processo ti permette di inviare campagne email più mirate, un aspetto essenziale per un email marketing di successo.

Vantaggi di una gestione corretta delle liste di email

La gestione delle liste di email non è solo una buona pratica, ma una strategia che può farti superare la concorrenza e trasformare il tuo programma di email marketing in uno strumento efficace per generare un ottimo ritorno sull’investimento.

Ecco cosa puoi ottenere grazie alla gestione adeguata dei tuoi contatti:

  • Avere una migliore comprensione del tuo pubblico, compresi i segmenti chiave che generano più valore per la tua attività.
  • Avere dati più affidabili e potrai inviare email personalizzate che contribuiscono a far aumentare le entrate.
  • Ottenere un migliore tasso di consegna nelle caselle di posta poiché i filtri anti-spam fanno grande affidamento sul coinvolgimento degli utenti.
  • Mantenere una lista di contatti validi, priva di indirizzi indesiderati come spam-trap, contatti inattivi e indirizzi email falsi.
  • Ridurre le spese, perché la maggior parte dei provider stabilisce i costi in base alla dimensione della lista di contatti o al volume di invio.

Ora che abbiamo chiarito cosa si intende per gestione delle liste di email e quanto questa sia importante, analizziamo alcune best practice da cui partire.


Il generatore di liste di email di GetResponse ti offre tutto il necessario per espandere e gestire le tue liste di contatti in modo efficace. Questa funzionalità include generatore di moduli di iscrizione, tagging e segmentazione avanzati, gestione dei consensi e molto altro.

Best practice per gestire una lista di email o contatti

Ti proponiamo 12 best practice da utilizzare per iniziare a migliorare i tuoi attuali processi di gestione delle liste di email.

1. Assicurati che i moduli di opt-in siano impostati adeguatamente

Anche se probabilmente già possiedi un database di email, è comunque opportuno iniziare dalla parte alta del funnel e assicurarti che i moduli di iscrizione siano impostati adeguatamente.

Quello che intendo è che i tuoi moduli di iscrizione non solo devono essere sicuri e aggiungere nuovi contatti al tuo database di email in tempo reale, ma devono anche raccogliere il consenso degli utenti nel modo corretto.

Così facendo, ti risparmierai di dover poi filtrare gli iscritti che non sono interessati alla tua offerta o che non avevano intenzione di iscriversi alla tua lista.

Ecco alcune regole generali da seguire per i moduli di iscrizione:

  • Spiega agli utenti in modo chiaro e specifico a cosa si stanno iscrivendo. Non indurre le persone a iscriversi facendo delle false promesse.
  • Chiedi ai visitatori solo i dati personali assolutamente necessari, come nome e indirizzo email. Nella maggior parte dei casi, non hai bisogno di nient’altro per inviare contenuti rilevanti al tuo pubblico, e puoi sempre raccogliere ulteriori dati (come nome aziendale o compleanno) in un secondo momento.
  • Ottieni il consenso esplicito dei contatti se intendi inviare loro delle email di marketing. Puoi farlo aggiungendo una casella di spunta opzionale che consenta agli utenti di scegliere se vogliono iscriversi alla tua lista.
  • Fornisci ulteriori informazioni su come verranno trattati i dati dell’utente, come gli iscritti possono modificare o eliminare i loro dati e come possono consultare le tue norme sulla privacy.
  • Idealmente, usa l’opt-in con conferma per verificare i nuovi iscritti e filtrare subito gli indirizzi email non validi.

Inoltre, sul tuo sito web o landing page puoi anche aggiungere ulteriori funzionalità di sicurezza per aiutarti a filtrare il traffico bot ed evitare il cosiddetto mailbombing. Con servizi gratuiti come reCAPTCHA di Google, puoi assicurarti che i tuoi moduli non vengano compromessi e non vengano automaticamente aggiunti bot alla tua lista di email o al tuo programma di gestione dei contatti (CRM). Ricorda che se installi reCaptcha sulla tua pagina, questa funzionerà normalmente e consentirà solo agli iscritti veri e propri di inviare i moduli.

Esempio di un modulo di iscrizione alla newsletter creato con il generatore di moduli di GetResponse.

Consiglio: il generatore di moduli di GetResponse ti permette di impostare dei moduli di iscrizione che ti aiutano a catturare i lead e a trasferirli automaticamente nel tuo database. Inoltre, grazie alla funzionalità dei campi del consenso, ti aiuta anche a mantenere la conformità al GDPR e a gestire adeguatamente il consenso degli utenti.

2. Verifica i nuovi contatti tramite l’opt-in con conferma

Prima abbiamo menzionato l’opt-in con conferma,  o opt-in doppio, ma è importante spiegare meglio di cosa si tratta, soprattutto perché è considerato lo standard di riferimento dell’email marketing da numerose organizzazioni tra cui Spamhaus e M3AAWG.

Grazie a una gestione adeguata delle liste di email, potrai filtrare gli iscritti inattivi indipendentemente da dove o quando iniziano a diventare passivi. Tuttavia, l’opt-in con conferma può aiutarti a far sì che solo i contatti di qualità si iscrivano alla tua lista.

Ecco come funziona:

Passo 1.Nel tuo modulo di iscrizione comunichi al nuovo contatto che per iscriversi alla tua lista dovrà verificare il suo indirizzo email cliccando sul link contenuto nell’email di conferma.

Ecco un esempio di come Further adotta questa tecnica nella pagina di ringraziamento dell’iscrizione alla sua newsletter:

Pagina di ringraziamento che informa gli utenti che devono confermare la loro iscrizione.

Passo 2.Gli iscritti ricevono una conferma con un link unico per verificare la loro iscrizione. Se cliccano sul link verranno aggiunti alla tua lista. Se non cliccano sul link non verranno aggiunti alla tua lista.

Ecco come si presenta l’email di conferma di Further:

In questo modo, anche se qualcuno sbaglia a digitare o fornisce un indirizzo email falso, non ci saranno ripercussioni sul successo della tua campagna poiché gli utenti in questione non cliccheranno sul link di verifica e pertanto non riceveranno comunicazioni future.

Oltre ad aiutarti a creare una lista di contatti validi, l’opt-in con conferma offre anche agli Internet Services Provider (ISP) come Gmail o Yahoo! una dimostrazione che sei un mittente serio e che i tuoi messaggi sono legittimi. In pratica, ti aiuta a crearti una buona reputazione di mittente, migliora la deliverability delle tue email e fa in modo che i tuoi messaggi non vadano a finire nella casella di spam.

Consiglio: alcuni marketer si preoccupano che il loro tasso di iscrizione diminuisce se implementano l’opt-in con conferma. Sebbene questo sia probabile, e lo abbiamo riscontrato anche noi in passato, ci sono modi per aumentare la percentuale di persone che cliccano correttamente sul link di verifica nella tua email.

Innanzitutto, sulle tue landing page, sui moduli di iscrizione e sulla pagina di ringraziamento dovresti specificare chiaramente che gli utenti devono effettuare un ulteriore passaggio per iscriversi alla lista.

In aggiunta, puoi fornire delle indicazioni su come si presenta l’email di conferma (ad es. nome del mittente, oggetto) o dove gli utenti possono trovarla (ad es. se va a finire nella casella di spam).

Infine, puoi offrire un incentivo istantaneo ai contatti a cui possono accedere solo se verificano il loro indirizzo email, ad esempio, un codice sconto o un link per scaricare un ebook inviato per email (invece di fornirlo sulla pagina del sito).

3. Dai il benvenuto ai nuovi contatti con una serie di email

Quando i contatti si iscrivono alla tua lista, il loro coinvolgimento e interesse nel tuo brand sono ai livelli massimi.

Dopo tutto, hanno fatto lo sforzo di compilare il modulo e darti il loro indirizzo email perché hai attirato il loro interesse, e ora attendono impazienti la tua prossima mossa.

Il modo migliore per fare una buona impressione con i nuovi iscritti è di inviare loro una splendida email di benvenuto, o perfino un’intera sequenza di email di onboarding.

Esempio di una email di benvenuto coinvolgente e ben progettata di Magic Spoon.

Ecco cosa puoi ottenere grazie a una buona (serie di) email di benvenuto:

  • Confermare ai nuovi destinatari che la loro iscrizione è avvenuta correttamente.
  • Ringraziare i nuovi contatti per essersi iscritti e averti fornito i loro dati personali.
  • Impostare il tono delle comunicazioni future e informarli sulla frequenza e gli argomenti che tratterai.
  • Fornire i contenuti che avevi promesso loro nel modulo di iscrizione.
  • Offrire consigli e link utili per iniziare a esplorare il tuo brand o sito web nel modo migliore.
  • Confermare l’indirizzo da cui riceveranno le tue comunicazioni in futuro, così potranno aggiungerlo alla lista dei mittenti fidati.

Inoltre, dato che le email di benvenuto hanno tassi di coinvolgimento estremamente elevati (tassi di apertura medi superiori all’86% e percentuali di clic superiori al 24% secondo il nostro studio Email Marketing Benchmarks) possono influire positivamente sulla tua reputazione di mittente agli occhi di Internet Service Provider (ISP) come Gmail o Yahoo! .

Consiglio: Impostare una email di benvenuto è semplice ed essenziale per ogni attività, considerando la sua efficacia.

Con la Marketing Automation di GetResponse puoi scegliere un template per il tuo workflow, decidere la lista di email a cui applicarlo e poi selezionare il tuo messaggio di benvenuto.

Libreria di workflow di marketing automation di GetResponse

Semplici workflow con email di benvenuto creati con Marketing Automation

Creare il messaggio di benvenuto vero e proprio è semplicissimo. Non devi far altro che scegliere uno dei template disponibili (o crearne uno da zero), aggiungere il testo e personalizzare il messaggio in base al tuo branding.

Libreria di template di email marketing disponibile nel Generatore di email di GetResponse

4. Perfeziona il tagging e la segmentazione

Tra le altre tecniche efficaci per la gestione delle liste di email ci sono il tagging e la segmentazione.

Sia che si tratti di nuovi iscritti o di contatti che sono nella tua lista da mesi, è opportuno segmentare il pubblico per eseguire campagne più mirate e aumentare il coinvolgimento.

La maggior parte delle soluzioni di email marketing offre strumenti per filtrare gli iscritti in base al loro comportamento e ai loro attributi personali. Grazie a queste informazioni, puoi personalizzare le email per ciascun iscritto. Data di iscrizione, interessi, genere, età, posizione geografica, settore e modalità di acquisto sono solo alcuni dei dati o criteri principali di solito impiegati per la segmentazione delle liste.

Vista della scheda dei contatti in GetResponse in cui sono visibili i tag e l’attività del destinatario

Ma come si segmenta una lista di email? Ecco come farlo all’interno di GetResponse.

Passo 1. Vai sulla tua lista e specifica le condizioni da usare per filtrare i contatti.

Puoi filtrare gli iscritti tramite i dettagli (ad es. nome, email, data iscrizione), le azioni (ad es. messaggio aperto, link cliccato, webinar seguito), la posizione geografica, i tag, i dati e-commerce, ecc.

Qui, per esempio, abbiamo cercato tutte le persone che si sono iscritte alla nostra lista tra il 1° e il 10 maggio 2021:

Filtrare i contatti con la condizione di intervallo date su GetResponse

Passo 2. Dopo aver specificato le condizioni, premi salva e verrà creato un nuovo segmento.

La cosa utile è che i segmenti sono “dinamici” poiché si basano su delle condizioni. Quindi, ogni volta che qualcuno soddisfa i criteri che hai fornito nel segmento, questa persona verrà automaticamente aggiunta ad esso. La stessa cosa vale per le persone che non soddisfano più i tuoi criteri, che saranno quindi eliminate dal segmento.

Consiglio: un buon modo per sfruttare il fatto che i segmenti sono “dinamici” è quello di creare vari segmenti in base al coinvolgimento degli utenti nelle tue comunicazioni. Questo ti aiuterà a mirare a singoli sottogruppi con contenuti su misura e frequenza di comunicazioni variabile.

Come creare un segmento con la funzionalità Tasso di coinvolgimento

Creare segmenti in anticipo con la funzionalità Tasso di coinvolgimento

Puoi usare Marketing Automation per aggiungere tag e segmentare gli iscritti in base a eventi o azioni all’interno del tuo workflow. Mettiamo che vuoi aggiungere un tag a tutti coloro che si sono iscritti alla tua lista ma non hanno aperto l’email di benvenuto. Non devi far altro che impostare un workflow e aggiungere un’azione che assegnerà un tag agli iscritti in base alla loro azione, come questo:

Workflow esteso di email di benvenuto che assegna un tag agli utenti che non aprono il messaggio di benvenuto

Dopo che avrai assegnato un tag a chi ha o non ha effettuato una determinata azione, dovrai tornare sulla tua lista, cercare i contatti con un tag specifico e salvarli come segmento:

Ricerca dei contatti in base al tag assegnato

Con questo approccio potrai filtrare i contatti e aggiungere i destinatari delle email ai relativi segmenti in automatico.

5. Riconquista gli iscritti inattivi

Alcuni dei tuoi iscritti sono inattivi? Ci sono persone che non aprono le tue email o cliccano sui tuoi link da, per esempio, 90 giorni? 

Di solito, questa inattività deriva dalle seguenti situazioni:

  • Le persone hanno ignorato svariate email e l’ISP ha iniziato a filtrare i tuoi messaggi nella casella di spam.
  • Le persone non sono più interessate a una determinata categoria o hanno già acquistato un prodotto adatto alle loro esigenze.
  • Le persone si sono trasferite da un’altra parte o hanno cambiato lavoro e la tua offerta non è più rilevante per loro.

È naturale e non devi lasciarti scoraggiare quando questo accade. Tuttavia, non puoi semplicemente ignorarlo e continuare a targetizzare i contatti nella speranza che improvvisamente tornino a mostrare interesse.

È opportuno tenere a mente che gli ISP fanno molta attenzione al livello di coinvolgimento che gli utenti dimostrano verso i tuoi contenuti.   Se un numero elevato di destinatari non mostra interesse, una grande porzione delle tue email andrà a finire nella casella di spam o non verrà proprio consegnata.

È quindi importante assicurarti di ricoinvolgere regolarmente gli iscritti inattivi, sia tramite campagne inviate manualmente o, ancor meglio, tramite sequenze automatizzate.

Ecco un esempio di un workflow di marketing automation all’interno di GetResponse che ti aiuta a svolgere questo tipo di campagne col pilota automatico:

Workflow di marketing automation per ricoinvolgere i contatti

Nota: in questo workflow, abbiamo usato un segmento che include le persone che si trovano nella nostra lista da oltre 180 giorni e che sono state identificate come inattive dal nostro sistema (il loro tasso di coinvolgimento era -3).

Iscritti inattivi che si trovano nella lista da più di 180 giorni

Per darti l’ispirazione, ti proponiamo un esempio di una campagna di ricoinvolgimento inviata da MVMT agli iscritti diventati inattivi:

Campagna di ricoinvolgimento del rivenditore online MVMT

6. Rimuovi automaticamente gli iscritti inattivi

In alcuni casi, però, le campagne di ricoinvolgimento non funzionano.

Cosa fare in quei casi? Idealmente, dopo un paio di tentativi non andati a buon fine, o sopprimi questi contatti dalle tue email future oppure li rimuovi definitivamente dalla tua lista.

Anche se questo approccio potrebbe sembrare drastico, soprattutto per le piccole imprese in cui ogni lead conta, è importante considerare in che misura una cattiva deliverability influisce sul tuo fatturato. È quasi sempre meno costoso attirare nuovi contatti che saranno felici di acquistare da te.

Ma come si fa? Ci sono due modalità per svolgere questo processo: quella manuale e quella automatizzata.

Nella modalità manuale devi cercare questi contatti così come faresti quando imposti i segmenti. Per esempio, qui abbiamo cercato i contatti che non aprono le nostre email da 180 giorni e che si trovano nella nostra lista da oltre 180 giorni.

Contatti che non aprono le nostre email da 180 giorni

Nota: questo funziona solo se assegni un Giorno autoresponder con un valore pari a “0” quando aggiungi nuovi contatti nella tua lista.

Dopo aver trovato questo segmento e non essere riusciti a ricoinvolgere i contatti, non dobbiamo fare altro che selezionarli e cliccare sull’azione “Elimina dalla lista”.

La modalità automatizzata ha invece bisogno di un workflow. Può essere un workflow indipendente o solo un’aggiunta al workflow di ricoinvolgimento che hai creato nel passo precedente. Ecco come potrebbe presentarsi:

Eliminare i contatti dalla lista tramite un workflow di marketing automation

Questo processo è molto più semplice, soprattutto per grandi quantità di contatti, ma ha anche dei contro, quindi è importante prestare attenzione. Non bisogna impostare le condizioni del workflow in modo troppo rigido, altrimenti potresti finire per eliminare più contatti di quanti ne acquisisci con i tuoi sforzi di lead generation.

7. In ogni email, ricorda agli iscritti che hanno fornito il loro consenso per essere inseriti nella tua lista di email

L’iscritto medio nella tua lista di contatti riceve 416 email al mese da altre liste a cui è registrato, quindi puoi immaginare quanto sia facile dimenticarsi di essersi iscritto per ricevere le tue email.

Se i contatti non ricordano di essersi iscritti potrebbero smettere di interagire con i tuoi contenuti o, ancor peggio, segnalare la tua email come spam, danneggiando la tua reputazione con provider come Gmail, Yahoo Mail, ecc.

È qui che entrano in gioco i promemoria del permesso. In ogni email che invii, ricorda agli iscritti che hanno scelto di ricevere le tue email registrandosi sul tuo sito web o landing page e che possono disiscriversi facilmente se lo desiderano.

Un promemoria del permesso è una breve frase che ricorda ai lettori chi sei e perché si trovano sulla tua lista di contatti. Si trova generalmente in fondo all’email. Ecco un ottimo esempio di promemoria del permesso del New York Times:

Promemoria del permesso nel footer dell’email

Le leggi sulla privacy devono essere rispettate, indipendentemente da dove ti trovi nel mondo. Per esempio, in Canada c’è la Canadian Anti-Spam Legislation (CASL), negli Stati Uniti c’è il CAN-SPAM Act e nell’Unione europea (UE) c’è il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Queste leggi non tollerano lo spam e ti richiedono di avere il permesso esplicito per inviare comunicazioni di marketing ai tuoi contatti. Quindi, se un iscritto dimentica di essersi registrato alla tua lista e ti segnala come spam, potresti subire delle penalizzazioni.

La legge non ti obbliga a includere i promemoria dei permessi se hai ottenuto il consenso iniziale a inviare le email, ma aggiungerli ti aiuterà a mantenere la conformità, aumentando il tasso di consegna e la fiducia degli iscritti.

8. Rimuovi automaticamente gli indirizzi email rimbalzati

Esistono due tipi di email rimbalzate: soft bounce e hard bounce.

I soft bounce sono di solito temporanei e indicano che non è stato possibile raggiungere una casella di posta in un particolare momento, ad es. perché è piena. Gli hard bounce, al contrario, sono permanenti e indicano che l’indirizzo email non è raggiungibile perché non esiste o non è valido.

Anche se i soft bounce non sono sempre gravi, possono comunque rappresentare la spia di un problema più ampio. Per essere un mittente fidato non devi avere tassi di rimbalzo elevati, sia che si tratti di soft bounce che di hard bounce, perché questo dimostra agli ISP che le tue pratiche di gestione delle liste di email non sono adeguate.

E cosa potrebbero fare gli ISP se vedono che ti comporti così? Potrebbero ritardare la consegna delle tue email, bloccarla temporaneamente o bloccarti in modo permanente finché non avrai adeguato le tue pratiche.

Se stai utilizzando un software di email marketing, nella maggior parte dei casi non devi preoccuparti di gestire i rimbalzi. Strumenti come GetResponse gestiscono automaticamente i rimbalzi ed eliminano i contatti che causano un hard bounce dopo due tentativi e quelli che causano un soft bounce dopo quattro tentativi (in alcune situazioni specifiche, come la casella di posta piena, dopo 30 giorni).

Oltre a gestire automaticamente i rimbalzi al posto tuo, GetResponse ti offre anche dei dati analitici in tempo reale da cui puoi monitorare l’andamento delle tue campagne di email marketing. Un report in particolare ti mostra dati approfonditi sul tasso di rimbalzo e li suddivide in base al tipo di rimbalzo ottenuto dai tuoi invii.

Report del tasso di rimbalzo delle email all’interno della dashboard di Email Analytics di GetResponse.

Consiglio: se utilizzi uno strumento di CRM oltre alla tua soluzione di email marketing, assicurati che entrambi siano automaticamente sincronizzati. Se i contatti si disiscrivono o vengono automaticamente eliminati dal software di email marketing, lo stesso deve succedere all’interno del database principale del CRM.

9. Usa un sistema di punteggi per misurare il coinvolgimento

Quando utilizzi un sistema di punteggi per valutare l’interazione di ciascun iscritto nella tua lista di email, potrai misurare i loro tassi di coinvolgimento.

Se il tuo software di email marketing ti permette di farlo, è uno strumento davvero prezioso.

Per esempio, in GetResponse puoi assegnare punteggi individuali (diciamo, 10 punti) a ciascun contatto o iscritto che esegue determinate funzioni. Allo stesso modo, puoi detrarre punti dai loro tassi di coinvolgimento quando non eseguono determinate azioni da te impostate.

Aggiungere e rimuovere punteggi in base all’attività dei contatti in Marketing Automation.

Quindi, più il punteggio è alto, maggiore sarà il livello di soddisfazione di iscritti e clienti.

Inoltre, quando combini un sistema di punteggi a workflow di automatizzazione, puoi:

  • Assegnare punti ad attività e comportamenti selezionati.
  • Assegnare punti agli utenti con attributi particolari (ad es. che non usano un dominio email gratuito)
  • Creare programmi di fidelizzazione per gli iscritti di maggior valore.
  • Mentre perfezioni i profili dei singoli iscritti, usa dei punteggi che riflettano il coinvolgimento e il valore.
  • Crea dei sistemi di allerta rapida per agire sul calo del coinvolgimento.

Consiglio degli esperti: consulta il centro assistenza GetResponse per informazioni sui punteggi.

10. Invia sequenze di email personalizzate in base al tuo sistema di punteggi

Mettiamo che hai ordinato al software di dare 10 punti agli iscritti per ogni attività che eseguono. Potrai innescare l’invio di determinate email a questi iscritti dato che sono coinvolti e interagiscono con le tue campagne.

Per esempio, puoi impostare uno scenario come questo nel tuo software di automatizzazione:

Workflow di marketing automation con tre follow-up per controllare se l’utente ha visitato la pagina di check-out

Quando gli iscritti accumulano 40 punti > invia loro una email per convincerli ad acquistare il tuo corso online. Se non acquistano il corso o non rispondono all’email nel giro di due giorni > invia loro una email di follow-up. Se non rispondono entro due giorni > invia un’altra email di follow-up. Se continuano a non comprare > non inviare più email e sottrai dei punti.

I punteggi ti aiutano a inviare le email alle persone giuste e al momento giusto, aumentando così i tuoi tassi di conversione e coinvolgimento. 

11. Usa i test A/B per determinare ciò che funziona

Se ti occupi di marketing, probabilmente saprai già come funzionano i test A/B. Se non li conosci, i test A/B o split test sono un esperimento in cui crei due (o più) varianti della stessa campagna per vedere quale funziona meglio.

Al termine dell’esperimento, la variante vincente sarà quella su cui continuerai a lavorare per ottenere risultati ottimali.

Grazie agli esperimenti dei test A/B, puoi misurare le prestazioni delle tue email per determinare qual è quella più efficace. Ecco alcuni esempi di elementi da confrontare:

  • Oggetto
  • Intestazioni
  • Hero shot
  • Offerta principale
  • Lunghezza delle email
  • In che modo il colore influisce sulle conversioni
  • Stili di layout
  • Titoli e contenuti
  • Immagini e video
  • Elementi di navigazione

Più test svolgi, meglio comprenderai il tuo pubblico target e migliore saranno i tuoi tassi di consegna, coinvolgimento e conversione.

GetResponse ha un’intera sezione dedicata solamente ai test A/B. Grazie al nostro editor all’avanguardia puoi creare splendidi messaggi in modo semplicissimo.

Se ti interessa, ecco come si presenta la configurazione dei test A/B all’interno del nostro strumento.

Funzionalità di split test che ti permette di sperimentare con le tue campagne email

Configurazione degli esperimenti di split test: scegli la dimensione del tuo pubblico

Puoi anche scegliere di inviare il design vincente automaticamente al resto dei contatti per risparmiare tempo e lanciare le tue campagne email in modo più efficiente.

12. Cambia il tuo provider di servizi email (ESP)

A volte non importa quante best practice per la gestione delle liste di email utilizzi; la soluzione vincente potrebbe essere quella di cambiare provider di servizi email.

Uno dei motivi principali per cambiare è la deliverability. Se i tuoi tassi di consegna sono bassi, puoi provare alcune best practice per farli salire, ma se neanche questo funziona, vale la pena considerare di cambiare ESP.

Naturalmente, quando cambi provider devi assicurarti di migrare le informazioni essenziali, tra cui:

  • i tuoi template email
  • i contatti, corredati di tag e altri attributi personali,
  • segmenti e liste di soppressione,
  • i moduli e le landing page,
  • i workflow di automatizzazione.

Al contrario, durante la migrazione sarebbe meglio tralasciare:

  • i contatti che si sono disiscritti dalle tue liste,
  • i contatti rimbalzati e che sarebbero dovuti essere eliminati,
  • i contatti che ti hanno segnalato come spam.

E se dovessi mai decidere di passare a GetResponse, è facile migrare i contatti dal tuo provider attuale alla tua lista di GetResponse. In pochi minuti puoi aggiungere migliaia di contatti con i loro campi personalizzati.

Migliora il tuo email marketing con la gestione delle liste di email

La gestione delle liste di email è una parte essenziale di ogni strategia di email marketing. Ti aiuterà anche ad aumentare il ROI e a migliorare la qualità, più che la quantità, della tua lista di contatti.

La cosa positiva è che puoi usare questa guida gratuitamente. E adesso inizia subito a usare quello che hai imparato per organizzare la tua lista di email. Continua a inviare agli iscritti campagne email pertinenti e personalizzate! Tutti gli sforzi che profondi nell’email marketing verranno ripagati dall’aumento del tuo fatturato!

Se decidi di cambiare provider di email marketing, puoi provare GetResponse completamente gratis per 30 giorni. Con i nostri strumenti ad aiutarti, vedrai quanto è facile e divertente gestire le tue liste di email.

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