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Novità! Abbiamo aggiornato il nostro rapporto con i dati del Q3 2019 - Q2 2020.

Email Marketing Benchmark

Michal Leszczynski

Il nuovo report di analisi dei benchmark dell’email marketing

Desideriamo vivere in un mondo in cui le email servano a costruire relazioni, non a farci perdere tempo.

Il modo migliore di riuscirci è aiutare i marketer a progettare campagne più efficaci, sulla base di dati e informazioni utili del settore.

Ci siamo resi conto che, come fornitori di un software di email marketing, abbiamo a disposizione una grande mole di dati.

Da qui è nata l’idea di redigere il report di Analisi dei benchmark dell’email marketing.

Continua a scorrere la pagina e troverai un sacco di informazioni utili e significative su mailing, marketing automation, landing pagewebinar.

Non trovi quello che ti serve? Contattaci! Siamo sempre interessati a sapere che cosa è importante per i nostri colleghi marketer.

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Cosa abbiamo fatto

Abbiamo analizzato circa 5,5 miliardi di email inviate dai nostri clienti nel periodo luglio 2019 - luglio 2020, in 126 paesi e in 19 settori diversi.

Per ottenere le informazioni più significative, abbiamo considerato solo i mittenti attivi con almeno 1000 contatti.

Abbiamo utilizzato anche i valori totali delle medie di email aperte, clic, annullamenti dell’iscrizione e segnalazioni di spam.

Ciò significa che teniamo conto di ogni azione compiuta dai tuoi iscritti: anche se riaprono i messaggi o se cliccano tutti i tuoi link.

Nuovi risultati

Conversioni della landing page
rispetto alla lunghezza del modulo

3.07% Due campi
1.22% Tre campi
1.16% Da 4 campi in su

FAQ – Domande frequenti

Quali sono le medie dei benchmark delle email (tasso di apertura, CTR, ecc.) su tutti i settori?
  • Il tasso di apertura delle email medio è il 22,02%.
  • Il CTR medio delle email è il 2,13%.
  • Il CTOR medio delle email è il 10,12%.
  • Il tasso medio di annullamento dell’iscrizione delle email è lo 0,12%.
  • Il tasso medio di segnalazione spa è lo 0,01%.

Per capire come calcolare queste e altre metriche importanti, consulta il nostro post (in inglese) sui KPI di email marketing.

Qual è un buon tasso di apertura delle email?

Qual è un buon tasso di apertura delle email? Cosa si possa considerare un buon tasso di apertura (OR) è piuttosto soggettivo e i fattori che vi influiscono sono spesso al di fuori del nostro controllo. Il settore in cui si opera, il target di audience e il tipo di campagna che si sta effettuando sono tutti elementi che giocano un ruolo nel determinare il tasso di apertura delle email.

Tieni presente che:

Su tutti i settori che abbiamo analizzato, l’Internet marketing ha il tasso di apertura più basso pari al 14,97%. All’estremo opposto, le organizzazioni No profit, il settore con il risultato di aperture più alto, riportano un tasso di apertura del 30,85%.

Per ottenere migliori risultati dei mailing, visita la nostra guida alle best practice di email marketing (in inglese).

Qual è un buon valore di CTR?

Analogamente a quanto avviene con i tassi di apertura, ciò che si può considerare un buon CTR è una questione abbastanza soggettiva.

Elementi quali il settore in cui si opera, il target di audience e, cosa più importante, il tipo di campagna che si sta analizzando, influiscono tutti sul livello del CTR.

In fin dei conti, non tutte le campagne nascono con l’intento di ricevere una risposta dal destinatario e quindi di norma non riportano CTR elevati. Un esempio di questo genere di campagne è un’email che informa i clienti di un aggiornamento della politica della privacy.

Tieni presente che:

Su tutti i settori che abbiamo analizzato, quello dei Viaggi ha riportato il CTR più basso dell’1,61%. All’altro estremo, il settore Editoria e media è quello che si è comportato meglio, con il valore di CTR più elevato del 4,29%.

Leggi questo post del blog (in inglese) se desideri capire come incrementare il CTR.

Che differenza c’è tra CTR e CTOR?

Il CTR (click-through rate) delle email indica il numero di persone che ha cliccato su uno qualsiasi dei link contenuti nella tua email.

Invece il CTOR (click-to-open rate) mette a confronto il numero di persone che ha aperto il tuo messaggio con quelle che hanno cliccato su uno dei link.

Il CTOR è una metrica importante che può essere utile per comprendere meglio quanto rilevanti e interessanti siano le email che invii.

Per calcolare la percentuale del CTOR, si deve dividere il CTR per il tasso di apertura e quindi moltiplicare per 100.

Ad esempio:

  • OR: 20%
  • CTR: 2%
  • CTOR = 2%/20% * 100% = 10%
Quali sono dei buoni tassi di conversione delle email?

Il tasso di conversione è focalizzato sui risultati: quante volte o quanti destinatari hanno eseguito una determinata azione.

Ad esempio, quante volte hanno scaricato il tuo e-book, quanti di loro si sono iscritti a un webinar o hanno visitato la pagina del tuo prodotto.

Questa metrica può essere molto utile, soprattutto se si assegna un valore monetario alle proprie conversioni. Diventa allora molto facile decidere se una particolare campagna ha avuto successo e deve essere ripetuta o se è necessario scegliere un approccio diverso.

Dato che ciascuno può avere la propria definizione di conversione, non è possibile dire quanto sia buono un tasso di conversione delle email; ti consigliamo piuttosto di prendere in considerazione un altro dato significativo, come il CTR medio.

Luogo & settore

Di seguito puoi vedere in che modo i tassi di apertura medi delle email, i CTR e altre metriche chiave dell’email marketing variano a seconda di diversi luoghi e settori.

Risultati medi per continente

Dai uno sguardo per capire in che modo le medie delle metriche di email marketing variano a seconda dei continenti.

Oceania

  • Tasso di apertura 26.43%
  • Click-through rate 2.11%
  • Click-to-open rate 8.00%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.18%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%

Nord America

  • Tasso di apertura 18.13%
  • Click-through rate 2.41%
  • Click-to-open rate 13.31%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.10%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%

Europa

  • Tasso di apertura 21.75%
  • Click-through rate 2.64%
  • Click-to-open rate 12.13%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.15%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%

Africa

  • Tasso di apertura 27.84%
  • Click-through rate 1.40%
  • Click-to-open rate 5.03%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.10%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%

Asia

  • Tasso di apertura 16.65%
  • Click-through rate 1.85%
  • Click-to-open rate 11.08%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.08%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%

Sud America

  • Tasso di apertura 21.30%
  • Click-through rate 2.38%
  • Click-to-open rate 11.18%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.11%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%
Scorri per vedere l'intera tabella
Continente Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate Tasso di annullamento iscrizione Tasso di segnalazione spam
Tutti 22.02% 2.13% 10.12% 0.12% 0.01%
Przemysław Depka Prondzinski

Il CTR è basso. E adesso?

I dati più recenti ci mostrano che si è verificata una discesa globale dei tassi di engagement dei mailing. Mentre i tassi di apertura sono scesi leggermente (dal 22,15% al 22,02%), il calo del CTR è più evidente (dal 3,43% al 2,13%). È interessante sottolineare che per Oceania e Africa si osserva invece un incremento della media di aperture, ma il CTR segue la tendenza globale.

Qual potrebbe essere la ragione di queste diminuzioni? La cosa più probabile è che l’origine risieda in ciò che la nostra comunicazione di marketing è diventata. Soprattutto in questo periodo difficile, dobbiamo fare in modo che il nostro messaggio abbia il tono giusto, non appaia opportunistico e offra molto valore. Un modo per riuscirci è puntare al raddoppio sulla personalizzazione e la marketing automation. Adattando maggiormente la nostra comunicazione alle necessità dei clienti, possiamo aumentare il loro interesse e l’engagement nei confronti dei nostri marchi.

Przemysław Depka ProndzinskiOnboarding Manager@GetResponse MAX

Risultati medi per paese

Quali sono in media i risultati dell’email marketing in paesi diversi? Ecco quello che abbiamo scoperto.

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Paese Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate Tasso di annullamento iscrizione Tasso di segnalazione spam
Australia
Australia
27.27% 1.96% 7.19% 0.15% 0.01%
Belgio
Belgio
38.16% 5.45% 14.27% 0.28% 0.01%
Brasile
Brasile
20.39% 2.58% 12.63% 0.12% 0.01%
Canada
Canada
21.22% 5.92% 27.88% 0.10% 0.01%
Colombia
Colombia
23.63% 2.53% 10.69% 0.12% 0.01%
Francia
Francia
30.56% 2.95% 9.67% 0.25% 0.01%
Germania
Germania
22.82% 4.32% 18.94% 0.14% 0.00%
Gran Bretagna
Gran Bretagna
19.27% 2.51% 13.03% 0.16% 0.01%
India
India
13.01% 1.29% 9.89% 0.08% 0.00%
Indonesia
Indonesia
20.62% 1.67% 8.09% 0.06% 0.00%
Israele
Israele
27.09% 1.92% 7.07% 0.21% 0.00%
Italia
Italia
31.33% 3.35% 10.68% 0.22% 0.02%
Malesia
Malesia
20.65% 1.71% 8.27% 0.09% 0.01%
Messico
Messico
22.99% 1.17% 5.11% 0.10% 0.01%
Paesi Bassi
Paesi Bassi
30.35% 3.91% 12.89% 0.19% 0.01%
Peru
Peru
20.06% 1.49% 7.42% 0.09% 0.01%
Filippine
Filippine
22.11% 6.27% 28.33% 0.08% 0.01%
Polonia
Polonia
26.00% 3.41% 13.13% 0.13% 0.02%
Romania
Romania
17.21% 1.79% 10.41% 0.13% 0.01%
Russia
Russia
20.20% 3.73% 18.44% 0.26% 0.05%
Singapore
Singapore
12.97% 1.90% 14.68% 0.07% 0.01%
Spagna
Spagna
28.26% 2.92% 10.34% 0.17% 0.01%
Ucraina
Ucraina
20.49% 3.16% 15.40% 0.20% 0.02%
USA
USA
17.34% 2.09% 12.06% 0.10% 0.01%
Vietnam
Vietnam
22.00% 0.77% 3.51% 0.07% 0.00%
Tutti 22.02% 2.13% 10.12% 0.12% 0.01%
Michal Leszczynski

Il GDPR? In fin dei conti, non è una cosa brutta.

I dati gettano nuova luce sui paesi con le performance più alte.

Nel complesso, la zona di applicazione dell’RGPD tiene ancora bene e ha riportato i tassi di engagement delle email più elevati. Nonostante questo alcuni paesi, come in particolare la Germania, hanno subito una riduzione più sensibile delle aperture medie.

Anche se le aperture rappresentano una metrica di cui tenere conto, i marketer dovrebbero concentrarsi prima di tutto sulla comunicazione che incrementa i clic e le conversioni. Dopo tutto, queste metriche sono quelle più prossime al risultato di bilancio dell’azienda. Anche se la Germania ha subito una diminuzione delle metriche delle aperture, è comunque rimasta uno dei primi paesi in termini di CTR medio.

A proposito di CTR, due paesi in particolare hanno molto lavoro da fare per migliorare. Il Vietnam ha riportato un CTR medio dello 0,77% e l’India dell’1,29%. Un risultato da mettere a confronto con quelli di Filippine (6,27%), Canada (5,92%) e Belgio (5.45%), che hanno i CTR più alti.

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Risultati medi per settore

Qui abbiamo raccolto i benchmark dell’email marketing suddivisi per settore. Puoi verificare qual è la posizione dei tuoi valori medi di email aperte, CTR, CTOR, annullamenti dell’iscrizione e segnalazioni di spam rispetto alle altre aziende del tuo settore.

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Settore Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate Tasso di annullamento iscrizione Tasso di segnalazione spam
Agenzie 24.02% 2.36% 9.84% 0.13% 0.01%
Arti e spettacolo 25.97% 3.17% 12.22% 0.16% 0.01%
Automotive 23.71% 2.35% 9.91% 0.26% 0.02%
Comunicazioni 19.56% 2.42% 12.35% 0.05% 0.01%
Istruzione 22.42% 1.96% 8.73% 0.12% 0.01%
Servizi finanziari 24.94% 3.22% 12.92% 0.12% 0.01%
Bellezza e benessere 23.58% 2.72% 11.52% 0.14% 0.01%
Sanità 26.88% 3.01% 11.19% 0.17% 0.01%
Internet Marketing 14.97% 1.66% 11.10% 0.12% 0.01%
Servizi legali 25.49% 2.90% 11.37% 0.15% 0.01%
No profit 30.85% 3.60% 11.67% 0.10% 0.01%
Editoria e media 22.17% 4.29% 19.36% 0.10% 0.01%
Immobiliare 28.37% 2.42% 8.52% 0.16% 0.06%
Ristorazione e alimentare 30.09% 2.99% 9.94% 0.23% 0.02%
Commercio al dettaglio 23.28% 2.69% 11.54% 0.17% 0.01%
Sport e attività motorie 25.15% 3.32% 13.22% 0.16% 0.01%
Tecnologia e Hi-Tech 19.87% 2.51% 12.63% 0.16% 0.01%
Viaggi 22.48% 1.61% 7.17% 0.09% 0.01%
Tutti 22.02% 2.13% 10.12% 0.12% 0.01%
Michal Leszczynski

Anche in tempi difficili i settori con le performance migliori riescono ad emergere.

Anche in tempi difficili i settori con le performance migliori riescono ad emergere.

Il nostro report comprende un periodo di tempo relativamente lungo, durante il quale sono cambiate molte cose. Determinati settori hanno risentito più di altri del lockdown e dell’impossibilità di viaggiare. Nonostante questo, alcuni di essi sono riusciti a continuare a ottenere buoni risultati e a interagire efficacemente con la propria platea di utenti.

I tre settori più performanti sono stati No profit, Ristorazione e alimentazione e Immobiliare. La fase è stata comunque complessa per tutti e tre, probabilmente in misura più significativa per gli ultimi due.

Allo stesso tempo, l’Internet marketing, che già occupava le ultime posizioni della classifica, ha subito una più ampia riduzione dei tassi di apertura delle email e dei CTR medi riportati.

Nel complesso, bisogna dire che i marketer devono essere cauti nel paragonare i propri risultati al di fuori del settore in cui operano.

Anche se tassi di engagement medi più bassi potrebbero apparire l’esito dei tipi di campagne effettuate dai marketer in determinati settori, la realtà potrebbe essere che in questi campi c’è molta più concorrenza e i clienti sono molto più scettici di quanto non siano negli altri

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Conversione delle landing page per settore

In questa tabella, si può vedere la media delle conversioni delle landing page in base al tasso di iscrizione che hanno generato nei diversi settori.

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Settore Tasso di conversione medio
Agenzie 0.99%
Arti e spettacolo 3.05%
Automotive 5.37%
Comunicazioni 4.73%
Istruzione 2.01%
Servizi finanziari 2.87%
Bellezza e benessere 3.09%
Sanità 1.57%
Internet Marketing 2.24%
No profit 3.41%
Editoria e media 6.12%
Immobiliare 1.13%
Ristorazione e alimentare 2.48%
Commercio al dettaglio 3.12%
Sport e attività motorie 6.67%
Tecnologia e Hi-Tech 1.29%
Viaggi 1.04%
Tutti 2.96%
Ada Durzynska

Le conversioni delle landing page hanno subito una flessione

Abbiamo notato un calo abbastanza significativo della media delle conversioni delle landing page, dal 5,86% al 3,62%.

Anche se la principale causa di questo dato potrebbe essere legata alle maggiori dimensioni del campione che abbiamo analizzato, è importante tenere presenti tutti gli altri fattori che possono influire sulle conversioni.

Tra questi ci sono:

  • Il valore dell’offerta
  • Quanto efficacemente viene comunicato tale valore con immagini e testi
  • Il design della propria landing page e la UX
  • La velocità di caricamento della landing page
  • Il tipo di pubblico che viene indirizzato alla landing page
  • Quali tattiche si usano per indirizzare il traffico alla landing page

La stessa landing page potrebbe ottenere una conversione del 2% se usata con un’audience completamente nuova e fredda, rispetto a un tasso del 25% se rivolta al proprio pubblico già esistente.

Nell’analisi delle proprie campagne, queste informazioni vanno tenute presenti per essere certi di paragonare i dati giusti, ovvero per evitare di sommare le mele con le pere.

Ada DurzynskaContent Marketing Specialist@GetResponse

Uso del double opt-in per settore

Qui sotto è possibile vedere quanto è diffuso l’impiego del double opt-in nei vari settori.

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Settore double opt-in single opt-in
Agenzie 13.31% 86.69%
Arti e spettacolo 10.84% 89.16%
Automotive 1.15% 98.85%
Comunicazioni 5.98% 94.02%
Istruzione 15.13% 84.87%
Servizi finanziari 16.30% 83.70%
Bellezza e benessere 8.61% 91.39%
Sanità 9.87% 90.13%
Internet Marketing 7.77% 92.23%
Servizi legali 5.51% 94.49%
No profit 10.35% 89.65%
Editoria e media 16.24% 83.76%
Immobiliare 5.51% 94.49%
Ristorazione e alimentare 6.06% 93.94%
Commercio al dettaglio 6.06% 93.94%
Sport e attività motorie 9.97% 90.03%
Tecnologia e Hi-Tech 5.69% 94.31%
Viaggi 6.94% 93.06%
Michal Leszczynski

Double opt-in: un’ottima pratica, purtroppo costosa.

È bello vedere che alcuni settori, come le Agenzie e i Servizi finanziari, hanno iniziato a impiegare più frequentemente il double opt-in. Si tratta di un’ottima pratica che assicura la massima qualità dei tuoi elenchi e mostra agi iscritti la tua attenzione per il loro consenso.

Detto questo, è fonte di una certa delusione osservare che settori come il No profit ed Editoria e media, che sono sempre stati ai primi posti delle classifiche dei nostri report, hanno iniziato a ricorrere maggiormente al single opt-in.

In generale, possiamo notare che i marketer tendono ancora a esitare e a non confermare le iscrizioni utilizzando questo meccanismo; tuttavia, dietro a questa tendenza, le ragioni possono essere molteplici.

Quella principale, a mio avviso, è che a noi marketer interessa più che altro attrarre la maggior parte di audience possibile, al minimo costo possibile. Quando parliamo con i nostri manager, vogliamo esibire un CPL (Cost Per Lead) basso, per questo perdere il 20% o comunque molti dei nostri iscritti potenziali che non sono disposti a cliccare il pulsante di conferma spesso risulta essere troppo.

È davvero un peccato. Perché quel costo del “20%” potrebbe essere facilmente compensato da un aumento della deliverability, dalla qualità più alta dei dati dei clienti e dal maggiore engagement dell’audience. Quindi è bene pensarci due volte prima di scegliere di tenere conto del solo CPL.

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Orari e frequenza

Di seguito, si possono vedere i risultati medi di email marketing ottenuti dai marketer in base a orario, giorno e frequenza degli invii di email nell’ambito delle loro campagne.

Risultati per orario della giornata

In questa sezione, cerchiamo di rispondere alla diffusa domanda su qual è il momento migliore per inviare una campagna email.

Scorri per vedere l'intera tabella
Michal Leszczynski

Qual è l’orario migliore per inviare le email?

È una domanda che ci capita di sentire abbastanza spesso; purtroppo, però, la risposta non è così semplice.

Oltre ad estrarre i dati qui sopra, di recente abbiamo svolto un grosso studio che ci ha dato più informazioni in merito all’ora e al giorno migliore per inviare i mailing. Ciò che lo ha contraddistinto è che abbiamo confrontato i risultati globali con quelli osservati in aree geografiche chiave come USA e Canada, LATAM, DACH, CEE e Asia-Pacifico.

Che cosa abbiamo notato attraverso questa ricerca?

Per prima cosa, che gli orari più performanti sono di norma quelli delle prime ore del mattino. I risultati globali evidenziano addirittura un orario tra le 3 e le 4 del mattino.

Secondariamente, l’engagement delle email di solito è abbastanza stabile nel corso della giornata, sostanzialmente in linea con i tradizionali orari di ufficio.

Tuttavia è bene tenere presente che il campione delle prime ore del mattino era relativamente piccolo e ciò può avere influito sull’accuratezza dei dati.

A questo punto, il modo migliore per affrontare la questione è ricorrere ad algoritmi di ottimizzazione dell’orario di invio come Perfect Timing di GetResponse o Time Travel per inviare propri messaggi al momento giusto. E, se questo non è possibile, testare gli orari che funzionano meglio per la propria audience e restare fedeli a quelli!

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Risultati per giorno della settimana

In questo grafico, abbiamo analizzato i risultati medi delle campagne inviate nei diversi giorni della settimana.

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Michal Leszczynski

Qual è il giorno migliore per inviare email?

Ecco un’altra domanda diffusa, che sentiamo abbastanza spesso. Nonché un’altra domanda che abbiamo analizzato nel nostro report sull’ora e il giorno migliore per inviare le email.

Cosa abbiamo scoperto? Anche in questo caso, la differenza in termini di engagement tra i vari giorni della settimana è modesta. Mentre le medie dell’apertura e del CTR più alte si registrano al venerdì, tuttavia non si distaccano molto da quelle osservate negli altri giorni della settimana. Come al solito, le metriche medie calano nei fine settimana, ma questo è un fenomeno al quale ci siamo ormai abituati.

Cosa significa praticamente questo dato? Il mio parere è che, visto che la differenza tra un giorno della settimana e l’altro non è molta, si deve scegliere quello che funziona meglio per la propria azienda e per la propria audience.

Anche se nei fine settimana di norma i risultati sono inferiori, è pur vero che questo significa anche che la concorrenza in queste giornate è minore. Non vuol dire che io stia consigliando di inviare le email di domenica, tuttavia potrebbe valere la pena di esplorare anche questa opportunità.

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Numero di newsletter alla settimana

Qual è la frequenza dei mailing giusta? Qual è il potenziale incremento del numero di conversioni generate dalle tue campagne di mailing se si aggiunge un altro messaggio alla pianificazione? I dati di questa tabelle dovrebbero aiutarti a trovare le risposte.

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N. di newsletter Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate Tasso di annullamento iscrizione Tasso di lamentela % di marketer
1 30.09% 3.63% 12.06% 0.23% 0.02% 47.50%
2 24.76% 2.82% 11.40% 0.17% 0.01% 19.55%
3 22.45% 2.24% 10.00% 0.15% 0.02% 9.26%
4 19.75% 1.80% 9.10% 0.14% 0.01% 5.39%
5 19.47% 2.02% 10.36% 0.11% 0.01% 3.93%
6 19.71% 1.49% 7.57% 0.10% 0.01% 2.92%
7 19.67% 2.01% 10.23% 0.09% 0.01% 2.69%
8 18.44% 1.66% 8.98% 0.10% 0.01% 1.43%
9 16.65% 1.40% 8.43% 0.09% 0.01% 1.01%
10 15.96% 1.52% 9.51% 0.09% 0.01% 0.81%
11 15.47% 1.48% 9.54% 0.08% 0.01% 0.61%
12 12.57% 1.40% 11.12% 0.07% 0.01% 0.62%
13 13.77% 1.64% 11.94% 0.07% 0.01% 0.44%
14 11.93% 2.81% 23.58% 0.05% 0.01% 0.80%
15 13.97% 1.69% 12.07% 0.08% 0.01% 0.43%
16 14.48% 1.88% 12.95% 0.07% 0.01% 2.61%
Przemysław Depka Prondzinski

Meno sono, meglio è

I venditori sono convinti che l’insistenza paghi.

Ma questo è vero anche per l’email marketing? Senza conoscere i tassi di conversione, noi pensiamo che sia la rilevanza delle email a pagare. Perché?

La tua audience ti ricompenserà con tassi di apertura e clic maggiori, se non invii più di cinque newsletter alla settimana.

Tieni presente che qui stiamo parlando soltanto di percentuali statistiche. Quando analizzi i tuoi mailing, devi tenere conto anche del numero di conversioni totali (accanto ad altri KPI di email marketing).

Potrebbe venire fuori che inviare un messaggio in più abbassa i tuoi tassi di apertura ma alza quelli di annullamento dell’iscrizione, anche se questo fenomeno può non risultare propriamente visibile nei nostri dati.

Oppure il messaggio in più potrebbe generare più conversioni, compensando quindi il costo di ottenere nuovi iscritti. Questo è vero in modo particolare per offerte ad alto valore economico, nelle quali a ogni singola vendita corrisponde una grossa differenza nel bilancio finale.

Przemysław Depka ProndzinskiOnboarding Manager@GetResponse MAX

Numero di autoresponder in un ciclo

Quante email si devono in includere in un ciclo di autoresponder? Abbiamo analizzato il modo in cui variano le metriche di engagement a seconda del numero di email che i nostri clienti hanno utilizzato nei loro cicli di autoresponder.

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N. di messaggi % di cicli Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate Tasso di annullamento iscrizione Tasso di segnalazione spam
1 33.78% 98.39% 37.27% 37.88% 0.78% 0.08%
2 7.20% 86.23% 33.06% 38.34% 0.63% 0.06%
3 6.39% 69.98% 19.83% 28.34% 0.91% 0.05%
4 5.95% 64.19% 16.26% 25.34% 0.72% 0.05%
5 6.28% 69.33% 16.92% 24.41% 0.69% 0.04%
6 3.89% 62.51% 13.49% 21.59% 0.67% 0.03%
7 3.61% 61.26% 12.40% 20.25% 0.58% 0.04%
8 2.91% 55.78% 10.24% 18.35% 0.54% 0.05%
9 2.43% 38.18% 4.86% 12.72% 0.45% 0.03%
10 2.30% 47.22% 11.71% 24.81% 0.41% 0.03%
11 1.82% 56.35% 11.23% 19.94% 0.65% 0.02%
12 1.76% 43.18% 5.56% 12.88% 0.35% 0.03%
13 1.25% 50.67% 7.52% 14.85% 0.27% 0.02%
14 0.98% 57.53% 8.76% 15.23% 0.52% 0.04%
15 1.11% 45.66% 7.55% 16.54% 0.33% 0.02%
16 1.01% 50.30% 6.11% 12.14% 0.41% 0.03%
17 1.28% 30.97% 3.61% 11.66% 0.54% 0.03%
18 3.45% 31.05% 3.19% 10.28% 0.38% 0.01%
19 12.60% 20.95% 1.98% 9.47% 0.15% 0.01%
Irek Klimczak

Il punto non è la lunghezza, ma il valore.

Le campagne con cicli di email più brevi tendono a produrre risultati migliori. Di fatto, il ciclo con un unico autoresponder – spesso usato come email di benvenuto o di ringraziamento con un link per scaricare qualcosa – ha riportato un sorprendente tasso di apertura del 98,39% e un CTR del 37,26%.

Ma non fraintendermi. Il punto non è lunghezza, ma è il valore fornito. Effettuare campagne a lungo termine non è difficile, se gli iscritti trovano utili le tue email.

Il trucco è conoscere il customer journey e creare flussi di lavoro di marketing automation corrispondenti a ciascun passaggio. Per esempio, i cicli di vendita B2B di solito sono più complessi e possono estendersi su vari anni. Richiedono lunghe sequenze di email in grado di cogliere ogni potenziale opportunità di soddisfare le esigenze della tua audience.

Per pianificare la tua comunicazione di email marketing, parti dai tuoi iscritti. Quali dei loro problemi stai risolvendo? In che modo puoi essere loro utile esattamente? Cosa devono sapere per aiutarli a decidere di acquistare il tuo prodotto? Le risposte alimenteranno le tue campagne email automatizzate, convertendo i contatti potenziali in clienti soddisfatti.

Irek KlimczakContent Project Manager@GetResponse

Strategie

In questa sezione, si possono vedere le metriche medie riportate dai marketer utilizzando diverse tattiche di marketing.

Risultati medi per tipo di messaggio

Quale tipo di email funziona meglio? Qui analizziamo le medie di aperture, clic, annullamenti dell’iscrizione e segnalazioni spam per differenti tipi di email.

Con trigger

  • Tasso di apertura 38.03%
  • Click-through rate 6.76%
  • Click-to-open rate 17.77%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.43%
  • Tasso di segnalazione spam 0.02%

Autoresponder

  • Tasso di apertura 26.47%
  • Click-through rate 3.60%
  • Click-to-open rate 13.59%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.21%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%

RSS

  • Tasso di apertura 23.09%
  • Click-through rate 3.55%
  • Click-to-open rate 15.39%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.05%
  • Tasso di segnalazione spam 0.00%
Irek Klimczak

Le email automatiche in vetta alla classifica

Vuoi avere tassi di apertura e CTR alti? Invia email automatiche attivate dal comportamento dei tuoi iscritti.

Vale la pena di osservare questa regola anche per i messaggi più semplici, come le email di benvenuto inviate ai nuovi iscritti della tua mailing list. Gli invii programmati di newsletter ed email funzionano ancora.

Ma inviare messaggi usando l’automazione delle email produce risultati migliori.

Perché? Le ragioni sono la tempistica e la rilevanza.

Quando qualcuno riceve un messaggio subito dopo aver compiuto una certa azione, è più probabile che sia pronto a leggerlo e a rispondere.

La stessa cosa è vera a maggior ragione se il destinatario trova il messaggio interessante e rilevante. Per questo è necessario che tu conosca la tua audience (in particolare le sue necessità e preferenze informative).

Grazie all’automazione del marketing, puoi raccogliere dati importanti lungo il customer journey, nonché usarli per segmentare il tuo elenco e personalizzare i contenuti.

Ad esempio, puoi aggiungere dei tag ai tuoi contatti sulla base dei prodotti che cliccano e che consultano nel loro browser. Più i dati che hai sono “azionabili”, ovvero utili operativamente, più i messaggi che invii saranno rilevanti.

Ecco perché i cicli di automazione del marketing producono il massimo risultato.

Irek KlimczakContent Project Manager@GetResponse

Uso dei video

In questa tabella, analizziamo se il fatto di aggiungere un contenuto video (compresi i link alle tue piattaforme di hosting video) possa contribuire a migliorare le tue metriche di engagement, principalmente il CTR e il CTOR medi.

YouTube
  • Tasso di apertura 24.68%
  • Click-through rate 3.31%
  • Click-to-open rate 13.41%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.15%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%
Vimeo
  • Tasso di apertura 38.89%
  • Click-through rate 7.74%
  • Click-to-open rate 19.89%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.23%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%

Altro / Nessuno

  • Tasso di apertura 19.23%
  • Click-through rate 2.28%
  • Click-to-open rate 11.86%
  • Tasso di annullamento iscrizione 0.12%
  • Tasso di segnalazione spam 0.01%
Irek Klimczak

Aumenta l’engagement dei tuoi messaggi con contenuti video

Come sempre, i video si dimostrano un formato di contenuti efficace, che vale la pensa inserire nelle proprie email.

Semplicemente inserendoli nelle tue comunicazioni, sei sulla strada giusta e puoi contare su CTR e percentuali di deliverability più alti.

Il problema è che inviare video nelle email può ancora essere difficoltoso. Questa possibilità non è interamente supportata da tutti i fornitori dei servizi di posta elettronica, ma esistono soluzioni alternative per risolvere efficacemente l’impasse.

Per saperne di più, consulta la nostra guida per inviare video via email (in inglese).

Irek KlimczakContent Project Manager@GetResponse

Numero di caratteri nell’oggetto dell’email

Di seguito analizziamo la relazione tra la lunghezza dell’oggetto delle email e i tassi di apertura medi che hanno registrato. In più, scopriremo qual è la lunghezza dell’oggetto preferita dai marketer.

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Irek Klimczak

Quanto deve essere lungo l’oggetto delle email?

Ancora una volta dobbiamo notare che rispondere a questa domanda non è facile.

La maggior parte di marketer direbbe che la cosa migliore è mantenere breve l’oggetto delle email. Questo spiega perché oltre il 50% degli oggetti delle email che abbiamo analizzato conteneva meno di 50 caratteri.

Tuttavia possiamo chiederci se questi oggetti delle email hanno avuto prestazioni migliori di quelli che contenevano più caratteri. E la risposta è assolutamente no, anzi il contrario!

Possiamo osservare che sia i tassi di apertura che i CTR aumentano al crescere del numero di caratteri. I testi degli oggetti con le performance migliori hanno tra 241 e 250 caratteri.

Il problema è però la dimensione del campione. Meno del 10% degli oggetti delle email analizzati contenevano più di 100 caratteri e questo influisce negativamente sull’accuratezza di questo dato.

Detto questo, direi che non ci si deve preoccupare del numero di caratteri utilizzati nell’oggetto delle email. In fin dei conti, il punto è riuscire a dare all’iscritto un’idea di quello che c’è dentro l’email. L’oggetto deve essere abbastanza persuasivo da convincere le persone ad aprire l’email. Ma ricorda che anche il nome del mittente e il testo del preheader hanno lo stesso effetto.

Nella maggior parte dei casi, non si tratta della lunghezza dell’oggetto dell’email ma piuttosto di riuscire a trasmettere un messaggio. Se il contenuto è rilevante per la tua audience, produrre un oggetto dell’email che registri un elevato tasso di apertura non è difficile.

Ma se non ti senti sicuro, esegui un A/B test dell’oggetto per scegliere automaticamente quello più efficace.

Irek KlimczakContent Project Manager@GetResponse

Emoji nell’oggetto dell’email

L’aggiunta di un emoji può contribuire a raggiungere tassi di apertura più elevati? Abbiamo analizzato quanto questa tecnica è diffusa ed efficace per i clienti di GetResponse.

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Emoji Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate % dei messaggi
NO 19.73% 2.38% 12.07% 96.58%
SI 20.37% 2.35% 11.52% 3.42%
Przemysław Depka Prondzinski

Emoji nell’oggetto dell’email: ancora non molto diffusi

Notiamo che gli emoji non sono ancora molto diffusi nell’email marketing.

Soltanto il 3,42% di tutte le email inviate dai nostri clienti conteneva degli emoji nell’oggetto. Il loro tasso di apertura medio è stato del 20,37% e il CTR ha raggiunto il 2,35%.

È qualcosa in più dei valori osservati per le email che non contengono emoji, ma non così tanto da consigliarla come una tattica imprescindibile.

Tutto considerato, se gli emoji sono adatti per il tuo target di audience, allora devi assolutamente provare se aggiungerli può migliorare i tuoi tassi di apertura. Dopo tutto, più occhi si soffermano sulle tue email, meglio è.

Przemysław Depka ProndzinskiOnboarding Manager@GetResponse MAX

Personalizzazione dell’oggetto dell’email

Di seguito abbiamo cercato di rispondere alla domanda se sia il caso di personalizzare l’oggetto delle email.

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Personalizzato? Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate % dei messaggi
SI 20.66% 2.62% 12.70% 16.75%
NO 19.57% 2.33% 11.92% 83.25%
Przemysław Depka Prondzinski

Vai oltre la personalizzazione dell’oggetto delle email

Possiamo notare qui lo stesso trend che avevamo osservato nel nostro precedente report.

La personalizzazione è più diffusa che mai, ma la differenza tra gli oggetti delle email personalizzati e non personalizzati si aggira soltanto attorno a un punto percentuale.

Questo significa comunque che, personalizzando l’oggetto delle email, c’è una buona possibilità di incrementare le aperture del 5% (dal 19,57% al 20,66%), ma non basta dire “Ciao Mario” per conquistare il cuore dei propri iscritti. Il messaggio deve anche essere interessante e rilevante.

Per questo, è necessario avere una visione a lungo a termine e usare molteplici tattiche. Automazione, personalizzazione, segmentazione, formati di contenuti che favoriscono l’engagement sono solo alcune idee che vale la pena di inserire nella propria strategia di email marketing.

Przemysław Depka ProndzinskiOnboarding Manager@GetResponse MAX

Espressioni nell’oggetto dell’email

Determinate espressioni o parole usate nell’oggetto delle email sono correlate alla performance della campagna? Di seguito analizziamo singoli termini che hanno il potere di rendere le tue campagne email un successo o un fallimento (l’analisi è stata condotta sui termini inglesi corrispondenti alle traduzioni riportate).

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Frase o simbolo Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate Tasso di annullamento iscrizione Tasso di segnalazione spam
video 19.65% 2.54% 12.94% 0.12% 0.01%
infografica 2.93% 0.74% 25.29% 0.10% 0.01%
ebook 16.09% 2.89% 17.98% 0.09% 0.01%
pdf 13.83% 2.90% 21.01% 0.08% 0.01%
tu 16.52% 2.02% 12.22% 0.13% 0.01%
gratis 17.41% 2.75% 15.79% 0.12% 0.01%
veloce 16.00% 1.59% 9.96% 0.10% 0.01%
ora 18.84% 2.60% 13.79% 0.11% 0.01%
re: 16.73% 1.84% 10.98% 0.14% 0.01%
fw 19.43% 1.76% 9.05% 0.18% 0.01%
offerta 17.79% 2.16% 12.14% 0.11% 0.01%
? 18.70% 1.74% 9.32% 0.14% 0.01%
! 19.47% 2.24% 11.50% 0.13% 0.01%
newsletter 24.77% 8.26% 33.35% 0.09% 0.01%
Michal Leszczynski

Niente sporchi trucchi

L’email marketing è un lavoro a lungo termine e anche piuttosto personale.

Se vuoi generare un ROI elevato, devi costruire solide relazioni con la tua audience. Questo significa che devi fornirgli valore e mantenere le promesse.

I marketer spesso sostengono che l’uso di specifici termini nell’oggetto dell’email sia in grado di incrementare drasticamente i tassi di apertura. I nostri dati non confermano tale affermazione.

Certo, alcune parole possono funzionare bene e dare buoni risultati, ma la cosa non è così semplice. Non basta inserire termini come “gratis” o “offerta” per aspettarsi che le persone corrano da noi.

Presta attenzione al linguaggio usato dalla tua audience. Prepara qualche alternativa ed effettua degli A/B test per capire quale funziona meglio. E non pensare di cavartela con qualche sporco trucco.

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Preheader

L’aggiunta di un preheader aumenta le possibilità di apertura delle tue email? Vediamo quanto sono diffusi i preheader e se i marketer che li utilizzano ottengono risultati migliori rispetto ai tassi di apertura medi.

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Preheader? Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate % dei messaggi
SI 22.28% 3.32% 14.88% 13.57%
NO 19.33% 2.23% 11.51% 86.43%
Irek Klimczak

Il preheader: il miglior amico dell’oggetto dell’email

Il preheader è il primo snippet (o anteprima) di testo che compare vicino all’oggetto dell’email. I destinatari lo vedono ancora prima di aprire la tua email.

Per lungo tempo abbiamo cantato le lodi del preheader e spinto i marketer ad aggiungerne uno se volevano alzare i tassi di apertura. Ma solo il 14% circa lo fa (3 punti percentuali in più rispetto alla nostra ultima analisi). È un peccato, dato che le email con un preheader ottengono in media tassi di apertura molto più alti, il 22,28% invece del 19,33%. Inoltre i preheader hanno un effetto molto maggiore rispetto agli oggetti delle email personalizzati.

Come si progetta un preheader? Ecco un esempio preso da Interaction-Design.org:

Oggetto: Non andare in cerca di lodi, ma di critiche

Preheader: Scopri come effettuare test di usabilità efficaci

Come si può vedere, l’oggetto e il preheader sono combinati per esprimere il messaggio.

In pratica, si devono utilizzare tutti gli elementi che gli iscritti vedono nella casella di posta prima di aprire l’email. Se ben usata, la cosiddetta busta (mittente, oggetto e preheader) dell’email può fare la differenza, che si rifletterà sui tuoi tassi di apertura medi.

Irek KlimczakContent Project Manager@GetResponse

Altro

In questa sezione, abbiamo analizzato altri elementi che possono svolgere un ruolo nel modo in cui si eseguono le campagne di email marketing e le metriche medie che le caratterizzano.

Risultati medi per dimensione della lista

Le aziende che fanno email marketing con elenchi più grandi ottengono risultati migliori? Qui abbiamo analizzato la relazione tra i risultati di email marketing medi registrati dai nostri clienti e le dimensioni dei loro elenchi.

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Dimensioni elenco Tasso di apertura Click-through rate Click-to-open rate Tasso di annullamento iscrizione Tasso di segnalazione spam
1,000 - 2,499 32.11% 4.23% 13.16% 0.20% 0.01%
2,500 - 4,999 26.00% 3.39% 13.03% 0.16% 0.01%
5,000 - 9,999 22.31% 2.80% 12.57% 0.14% 0.01%
10,000 - 24,999 20.34% 2.48% 12.17% 0.12% 0.01%
25,000 - 49,999 17.63% 2.17% 12.29% 0.10% 0.01%
50,000 - 99,999 16.33% 1.91% 11.70% 0.10% 0.01%
100,000+ 15.97% 1.53% 9.59% 0.13% 0.01%
Tutti 22.02% 2.13% 10.12% 0.12% 0.01%
Michal Leszczynski

Elenchi di email: quando la qualità conta più della quantità!

A proposito degli elenchi di mail, i marketer hanno a lungo predicato l’importanza della qualità rispetto alla quantità. È ancora vero? Senza conoscere i tassi di conversione complessivi, è difficile affermarlo con certezza.

Ciò che abbiamo rilevato con chiarezza, comunque, è che i marketer che hanno elenchi più ridotti sono più bravi ad assicurare l’engagement della propria audience e i loro messaggi tendono a ottenere tassi di apertura e CTR medi più alti.

Effettivamente questo trend era visibile sin dalle prime pubblicazioni di questo report.

Cosa possiamo trarne quindi? Quando si lavora per ampliare la propria mailing list, non si deve perdere il contatto con i propri clienti! Costruisci invece le relazioni come se stessi gestendo il negozio all’angolo del quartiere. Personalizza l’esperienza del tuo iscritto e fai in modo che la comunicazione gli apporti valore. La tua audience lo apprezzerà e ti ripagherà con gli interessi.

Michal LeszczynskiHead of Content Marketing & Partnerships@GetResponse

Tipi di client email

Qual è la percentuale di email aperte su dispositivi mobili? Quanto differisce dai client desktop e web? Diamo uno sguardo.

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Tipo % di tutte le aperture del messaggio % di tutti i clic del messaggio
Mobile 24.45% 45.10%
Desktop e webmail 75.55% 54.90%
Irek Klimczak

Ottimizza le tue email per i dispositivi mobili

Questi dati mostrano chiaramente che le persone utilizzano l’email su tutti i dispositivi, con un forte trend verso quelli mobili per quanto riguarda i clic.

Questa è un’ottima notizia per chi fa email marketing: i tuoi clienti interagiscono con le email che gli invii ovunque e in qualunque momento lo desiderino.

Per avere successo, devi applicare i principi del design responsivo per fare in modo che le tue email appaiono perfette su qualunque dispositivo e funzionino bene con tutti i client di posta elettronica.

Ecco perché devi cominciare a progettare i tuoi modelli pensando a una CTA, eliminare gli elementi che creano confusione, realizzare pagine adatte ai touchscreen, testare i risultati e ottimizzare continuamente per massimizzare le conversioni.

E non dimenticare che la vendita effettiva non avviene nell’email (anche se Gmail sembra andare in questa direzione).

Quindi, fai in modo che anche dopo che gli iscritti hanno cliccato per visitare il tuo sito e passano alla cassa, la loro customer experience sia semplice e intuitiva, su qualunque dispositivo.

Irek KlimczakContent Project Manager@GetResponse

Lunghezza dell’indirizzo email

In questo grafico si può vedere la lunghezza degli indirizzi email.

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Ada Durzynska

È tempo di rivedere i tuoi moduli di iscrizione alle email

Da quando abbiamo iniziato a realizzare questo report, non abbiamo notato nessuna variazione importante di questo specifico grafico. Dopo tutto, la lunghezza media di un indirizzo email non cambia in modo poi tanto dinamico.

Questo può essere vero, ma questa volta stiamo osservando quanto meno uno spostamento parziale. Quasi metà (47,35%) degli indirizzi email che abbiamo analizzato aveva 20-24 caratteri. Mentre in passato questo era vero solo per il 20,07%.

Nel complesso non si tratta di un cambiamento stratosferico, perché il grosso degli indirizzi email rimane sempre nell’intervallo di lunghezza tra 15 e 29 caratteri (93,76%) e, nel nostro report precedente, il dato corrispondente era pari al 93,73% degli indirizzi email.

Detto questo, verifica se i tuoi moduli di iscrizione alle email appaiono ben visibili e funzionano bene con indirizzi email così lunghi. Non riuscire a vedere per intero il proprio indirizzo mentre si sta compilando un modulo può influire negativamente sui tassi di conversione. Per non parlare del fatto che può causare più facilmente errori di digitazione e difficoltà, soprattutto quando si sta compilando il modulo su un dispositivo mobile.

Ada DurzynskaContent Marketing Specialist@GetResponse

Elementi delle landing page

In questa sezione, analizziamo i tassi di conversione medi delle landing page generati da pagine che contengono specifici elementi o caratteristiche.

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Caratteristica Tasso di conversione
Promuove un webinar 8.71%
Include un a video 1.72%
Include un link social 1.27%
Il modulo ha due campi 3.07%
Il modulo ha tre campi 1.22%
Il modulo ha quattro o più campi 1.16%
Ada Durzynska

Concentrati sul valore e sulla semplicità

La lead generation per mezzo di landing page è una questione di scambio di valore.

La tua audience ti dà i propri dati di contatto nella speranza che la tua offerta varrà il prezzo del suo tempo e della sua fatica.

Se gli stai chiaramente offrendo qualcosa che ha un valore (per esempio un webinar), saranno più contenti di darti il loro indirizzo email. Ma se chiedi troppo (come ad esempio se i tuoi moduli hanno tre o quattro campi, o più, da compilare), ci penseranno due volte per capire se ne vale la pena.

Considerando questo, pensa a quali dati ti servono assolutamente e quali invece sono solo auspicabili. Forse potresti raccogliere alcune informazioni in un momento successivo, attraverso la profilazione progressiva? Ma se devi assolutamente avere subito quei dati, valuta se ciò che offri vale abbastanza per darti in cambio il proprio indirizzo email.