Cari Amici,
dopo questo lungo
periodo di pausa in relazione alla nostra
rubrica "Coaching per il Successo", siamo
felici oggi di ripartire con un nuovo
interessante articolo sul tempo.
Cogliamo l'occasione inoltre di
invitarvi all'esclusiva giornata introduttiva sulla
PNL3 e il Coaching che si svolgerà a MILANO,
domenica 29 gennaio.
CAPIRE IL TEMPO
Quanta gente vive “travolta dalle
circostanze”?
La frase “mi è mancato il tempo” che
costituisce la scusa più comune di chi vien
meno ai propri impegni, è un non senso.
Per tutti gli uomini la giornata è di
ventiquattr'ore: si tratta di sapere non
se si potrà o no mantenere un impegno, ma
se si potrà assumerlo. E anzi la
“mancanza di tempo” è più frequentemente
lamentata da chi non fa alcun lavoro. In
realtà poter fare qualcosa dipende sempre
da due variabili: dalla nostra energia e
dalla nostra organizzazione.
Cosa faremo?
In varie delle nostre lettere precedenti vi
abbiamo insegnato come prendere controllo di
voi stessi. Dedicheremo ancora del tempo a
ciò, ma tenete presente questo: dopo aver
imparato a dominare noi stessi, aver imparato
a sgomberare il campo della nostra attività
da tutte le inutili azioni e agitazioni, aver
eliminato le emozioni che rischiano di
bloccarci, dobbiamo apprendere ad agire nel
tempo.
Dobbiamo preordinare la nostra giornata, aver
coscienza di quel che facciamo in essa, in
modo che ci sia dato ritrarne il massimo
frutto e il massimo di soddisfazione.
Ideazione ed Idea-azione
Giochiamo con le parole per trasmettervi un
concetto. Utilizziamo la parola “ideazione”.
Infatti, un’idea ha senso se può diventare
“azione”. La coppia “Idea-azione” può essere
condotta solo grazie ad una adeguata
“ideazione”.
L’ideazione pratica, cui daremo spazio in
questo articolo, oltre che organizzare la
vita in modo da permetterci di andare in una
direzione, sembra dopo un poco anche influire
sull'imprevisto. Se ciò non accade sempre,
possiamo però affermare che l'imprevisto sarà
per lo meno diverso da quanto sarebbe stato
se le nostre azioni non fossero premeditate.
La vita è come una giornata
unica.
Il fine del nostro metodo è insegnare l'arte
di vivere a proprio il talento nel senso più
nobile ed elevato.
Perfezionare
l’utile
Una regola importante, contrapposta alla
regola capitale dell'Eliminazione: «Non
fate (dite, pensate, sentite) nulla di
inutile » è la regola capitale
dell'organizzazione :
"L'utile farlo (dirlo, pensarlo,
sentirlo) alla perfezione".
E' questa un'altra regola principe, giacché
una cosa fatta, detta perfettamente, è
un'opera liberata da tutte le scorie, ridotta
quindi alla massima semplicità, e che inoltre
non ha più bisogno di essere ripresa.
Comprendere la nostra
direzione
L'attività della giornata, parte infinitesima
della nostra vita, può essere paragonata
all'attività di un minuto per rapporto a un
giorno. Intendiamo dire che (come avviene
dell'attività di un minuto) il suo
significato non si svela esaminando la
giornata isolatamente; ma si comprende
mettendola in rapporto con l'attività
precedente e con lo scopo a cui tendiamo. In
altri termini, non si può avere un concetto
chiaro del compito di una giornata se nel
tempo stesso non abbiamo ben chiaro in mente
ciò che vogliamo fare della nostra vita.
Tuttavia bisogna anche evitare di ragionare
secondo condizionamenti e consigli che ci
arrivano dall’esterno. Ogni essere umano è
unico e quello che va bene a uno non è detto
che possa convenire ad un altro.
Bisogna saper mantenere i piedi per terra e
allo stesso tempo trovare la propria
dimensione. La chiave è essere presenti, cioè
allargare il più possibile la propria
coscienza fino a prendere contatto con
l’armonia. Se si è presenti il sentimento non
inganna. Quando siamo presenti possiamo
scoprire la nostra dimensione o attraverso
una profonda intuizione, o dalle cose attorno
a noi, attraverso uno sguardo basato sulla
presenza.
Ci sono delle accumulazioni di realtà che se
percepite possono aiutarci a capire la
direzione da prendere e svilupparla. Dobbiamo
capire la direzione nascosta nelle cose.
Capire la propria direzione è capire meglio
l’Universo e sé stessi in esso.
Ogni uomo, secondo la propria natura e la
propria cultura, si propone inconsciamente
uno scopo.
Ma spesse volte è uno scopo copiato da altri,
da figure famigliari, o da modelli esterni.
Tuttavia finché tale ideale alligna nel
subconscio, ci influenza a volte in maniere
non desiderate. Quello che stiamo invece qui
imparando è andare in noi e decidere
consciamente e con consapevolezza quello che
vogliamo fare, invece di farci trascinare da
impulsi che non dominiamo.